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Assicuratori e fondi pensione forniscono l'80% dei flussi di portafoglio non bancari verso i mercati emergenti, il doppio rispetto a 20 anni fa

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Assicuratori e fondi pensione forniscono l'80% dei flussi di portafoglio non bancari verso i mercati emergenti, il doppio rispetto a 20 anni fa

Cos’è successo

Il Fondo Monetario Internazionale, in un capitolo del Global Financial Stability Report di aprile 2026 dedicato ai flussi di capitale verso i mercati emergenti, segnala che gli investitori non bancari, tra cui fondi di investimento, hedge fund, fondi pensione e compagnie assicurative, forniscono ormai l'80% dei flussi di portafoglio verso questi mercati, il doppio della quota di vent'anni fa.

Dalla crisi finanziaria globale, i flussi di portafoglio verso i mercati emergenti sono aumentati di otto volte, raggiungendo circa 4 mila miliardi di dollari cumulati, con le passività di debito in portafoglio salite a circa il 15% del PIL nei mercati emergenti, contro il 9% del 2006.

Perché conta

  • Il report segnala che le detenzioni di titoli di mercati emergenti da parte di compagnie assicurative e fondi pensione non mostrano una risposta statisticamente significativa a shock di volatilità globale come un'impennata del VIX, a differenza degli hedge fund, che riducono le proprie posizioni di circa l'1,3%, e dei fondi comuni, che si ritirano in misura minore ma comunque significativa;
  • Questo comportamento più stabile rende assicuratori e fondi pensione un fattore di stabilizzazione relativa nei flussi di capitale verso i mercati emergenti, ma il report segnala che il credito privato in questi mercati, cresciuto di cinque volte nell'ultimo decennio fino a 50-100 miliardi di dollari di asset gestiti, resta un segmento opaco con lacune di trasparenza e dati che rendono difficile identificare rapidamente vulnerabilità o rischi;
  • L'FMI sottolinea che l'espansione dell'accesso al capitale per imprese e governi dei mercati emergenti porta benefici significativi, ma comporta anche una maggiore vulnerabilità a improvvise inversioni dei flussi in caso di shock globali, un rischio sistemico che coinvolge anche gli investitori istituzionali con comportamento più stabile.

Adesso

  • L'FMI raccomanda di rafforzare la sorveglianza finanziaria, costruire riserve di capitale più ampie e potenziare la cooperazione internazionale per gestire i rischi di frammentazione finanziaria legati alle tensioni geopolitiche, temi analizzati in un capitolo separato dello stesso report;
  • Per gli assicuratori con esposizione ai mercati emergenti, il comportamento relativamente stabile osservato durante gli shock di volatilità rappresenta un punto di forza da preservare, ma richiede una gestione attenta della componente di credito privato meno trasparente all'interno dei portafogli;
  • Il report segnala che un miglioramento della trasparenza e della disponibilità di dati sul credito privato nei mercati emergenti resta una priorità per permettere a supervisori e investitori istituzionali di identificare tempestivamente eventuali vulnerabilità.

Fonte: https://www.imf.org/en/publications/gfsr

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