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Aspettativa di vita più che raddoppiata in un secolo: ora la partita è la longevity economy

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Aspettativa di vita più che raddoppiata in un secolo: ora la partita è la longevity economy

Cos’è successo

Dai lama agli anticorpi terapeutici, fino alla sfida della longevità e della competitività europea nella ricerca biomedica. Nel corso del summit FPS a Brescia il general manager di argenx, azienda farmaceutica belga-olandese specializzata in immunologia, Fabrizio Celia e la direttrice medica Silvia Rossi hanno parlato di innovazione scientifica, invecchiamento della popolazione e futuro della salute in Europa, in un panel moderato da Aureliano Stingi.

Rossi ha spiegato che il sistema immunitario del lama presenta forti analogie con quello umano. Immunizzando questi animali, infatti, è possibile ottenere anticorpi particolarmente efficaci che, una volta modificati, possono essere utilizzati per sviluppare nuovi farmaci. “Argenx sviluppa anticorpi terapeutici”, ha sottolineato, ricordando come la biotecnologia stia aprendo nuove frontiere nella cura di malattie complesse.

Vivere più a lungo non significa semplicemente “aggiungere tempo”, ma estendere gli anni vissuti in salute, autonomia e piena funzionalità. L’umanità ha già compiuto una rivoluzione silenziosa: nel 1900 l’aspettativa media di vita era attorno ai 30 anni, mentre oggi supera abbondantemente gli 80 in molti Paesi occidentali.

Celia ha collegato il tema alla trasformazione demografica in corso. “I nonni ormai sono più dei nipoti”, ha detto, sottolineando come il calo della natalità e l’invecchiamento strutturale stiano ridefinendo società ed economie. La longevità, secondo il manager, non riguarda solo farmaci e prevenzione, ma anche ambiente, stili di vita e sostenibilità economica dei sistemi sanitari.

Perché conta

La longevità sta diventando una delle grandi questioni industriali, scientifiche e geopolitiche del XXI secolo.

  • La ricerca biotecnologica sta aprendo nuovi mercati strategici: dagli anticorpi terapeutici alle cure personalizzate, la medicina punta sempre più a rallentare fragilità e degenerazione legate all’età;
  • L’invecchiamento della popolazione cambia gli equilibri economici e sociali. Con meno nascite e più anziani, la sostenibilità dei sistemi sanitari e previdenziali diventa una priorità politica oltre che finanziaria.
  • L’Europa rischia di perdere terreno nella competizione globale. Celia ha ricordato che oggi circa il 40% delle pubblicazioni scientifiche mondiali arriva dalla Cina, mentre Stati Uniti e Pechino investono massicciamente in ricerca e innovazione. “Siamo su un treno ad alta velocità con binari costruiti 50 anni fa”.

Adesso

  • La corsa globale sulla longevity economy è destinata ad accelerare. Governi, Big Pharma e fondi di investimento stanno aumentando le risorse dedicate a terapie anti-invecchiamento, prevenzione e medicina rigenerativa;
  • L’Europa dovrà decidere se rafforzare il proprio ecosistema dell’innovazione. La sfida sarà trasformare apertura scientifica e qualità della ricerca in capacità industriale e competitività globale;
  • Il concetto stesso di salute potrebbe cambiare radicalmente. Non più solo cura della malattia, ma gestione continua del benessere biologico, ambientale e sociale lungo tutto l’arco della vita.

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