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Aramco aggira Hormuz con la East West Pipeline ed esporta 7 mln di barili di petrolio al giorno: 33 mld di utili nel Q1

Cos’è successo
Questa settimana, Saudi Aramco (la compagnia petrolifera nazionale dell'Arabia Saudita) ha annunciato i risultati finanziari del Q1 2026, cristallizzando un utile netto rettificato di 33,6 mld di dollari, ricavi a $431 mld e free cash flow rettificato a +62%. Il dato non riflette solo la capacità per le compagnie petrolifere di generare altri profitti in momenti di instabilità geopolitica e crisi energetica, ma anche e soprattutto la posizione privilegiata del gruppo che può utilizzare la East West Pipeline per evitare il blocco dello Stretto di Hormuz e esportare 7 mln barili/giorno.
Lo stesso shock ha prodotto effetti opposti dentro OPEC+: Aramco ha massimizzato i volumi consegnati, mentre gli altri membri, privi di rotte equivalenti, sono rimasti vincolati allo Stretto. Il Q1 fissa una rendita che va a scontrarsi con le quote imposte del cartello ma non ci sono piani di redistribuire i guadagni o creare condizioni favorevoli per i partner.
Perché conta
La chiave della rendita di Aramco non viene dalla scarsità di greggio, ma dalla sua posizione logistica. La produzione nel Q1 non è cresciuta in modo rilevante rispetto al 2025. Anzi, i volumi di produzione sono scesi ma l'aumento dei prezzi è stato abbastanza forte da compensare un export ridotto. Mentre gli altri paesi petroliferi si vedono costretti a chiudere i pozzi l'Arabia Saudita riesce a esportare 7 mln di barili al giorno tramite il proprio gasdotto che sposta il petrolio dagli "Abqaid oil field" al porto di Yanbu nel Mar Rosso. Lo stesso evento penalizza simmetricamente gli importatori e premia asimmetricamente i produttori che riescono in qualche modo ad aggirare il collo di bottiglia dello stretto.
- La pipeline trasforma capacità installata in un investimento super redditizio e di indipendenza strategica. Ricavi a $431 mld (+3% sulle attese) e ROACE al 20,7%: Aramco realizza prezzi superiori al Brent vendendo a chi può pagare il premio di consegna fisica. La saturazione a 7 mln b/g coincide con la capacità massima dichiarata e fissa un tetto alle alternative;
- Lo shock di Hormuz introduce un'asimmetria interna a OPEC+ che le quote imposte non assorbono. Aramco è l'unico membro che può massimizzare i volumi aggirando lo Stretto: gli Emirati con Fujairah dispongono di 1,8 mln b/g, mentre Kuwait, Iraq e Qatar restano dipendenti dal transito marittimo. La coesione del cartello diventa sempre più a rischio, soprattutto dopo la recente uscita degli Emirati;
- Per gli importatori europei, la situazione non cambia. Le esportazioni di petrolio dal golfo rimangono tutt'ora troppo al di sotto della media e 7mln di barili al giorno non fanno la differenza. La scelta tra fornitori può solo cambiare il profilo di rischio. Aramco e Emirati offrono affidabilità di consegna ma accrescono l'esposizione al loro potere contrattuale; Algeria, Libia e Azerbaigian riducono il rischio logistico ma aumentano l'esposizione politica. L'Italia può scegliere tra diversificazione di portafoglio o specifica resilienza agli shock.
Adesso
- Breve termine (Q2 2026): monitorare durata della chiusura di Hormuz, prezzo realizzato da Aramco rispetto al Brent, e tensione interna a OPEC+ sulla redistribuzione dei ricavi tra membri con e senza rotte di aggiramento. Da qui dipende la calibrazione delle coperture nei rinnovi contrattuali H2 2026 per i settori energivori italiani;
- Medio termine (H2 2026 – 2027): seguire l'uso del free cash flow di Aramco in acquisizioni a valle (raffinazione, distribuzione, midstream) nei mercati importatori. Su questo si misura se l'Italia diventa target di posizionamento e se il Piano Mattei tratta la diversificazione come portafoglio o come operazioni puntuali;
- Lungo termine (2027–2030): verificare se altri produttori (Emirati, Stati Uniti via Gulf Coast/Pacifico) replicano il modello della ridondanza e se l'Ue traduce Hormuz in una strategia infrastrutturale comune sull'approvvigionamento. L'esito determina se il prossimo shock troverà l'Europa con ridondanza strutturale o con la stessa esposizione del 2026.