Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessEconomia & Mercati

Al cinema italiano 7,26 mld in 8 anni, la riforma stanzia 100 mln (+138%) per attrarre produzioni straniere

3 min di lettura
Al cinema italiano 7,26 mld in 8 anni, la riforma stanzia 100 mln (+138%) per attrarre produzioni straniere

Cos’è successo

Con 626 milioni di fondi pubblici erogati nel 2026 e 7,26 miliardi dal 2017, il cinema italiano non è un settore abbandonato: è un settore in cui il sussidio pubblico ha finanziato per anni modelli di business non sostenibili, e che ora paga il costo di una correzione necessaria.

La serata del 6 maggio ha sovrapposto tre fatti: la protesta delle maestranze a Cinecittà, il discorso di Matilda De Angelis ai David di Donatello e il decreto di ripartenza del Fondo Cinema 2026. Tra il 2021 e settembre 2025 i crediti autorizzati hanno superato di 1,8 miliardi le risorse stanziate. La riallocazione è la vera discontinuità: il credito d'imposta sale al 73% del costo totale (dal 59% del 2025), i contributi selettivi si contraggono, gli automatici si azzerano, il credito per produzioni straniere raddoppia da 42 a 100 milioni. La Legge di Bilancio 2025 fissa un tetto invalicabile alla spesa e un obbligo di copertura privata al 40%. La Corte dei Conti ha aperto un'istruttoria su un sistema che aveva finanziato un film mai girato per 863.000 euro.

Perché conta

I dati non supportano la narrativa del settore abbandonato. 7,26 miliardi di euro erogati in otto anni, con crediti autorizzati che tra il 2021 e il 2025 hanno sistematicamente ecceduto le risorse stanziate, collocano il cinema tra i comparti più sussidiati dell'economia italiana e non tra quelli trascurati.

  • Il meccanismo meno ovvio riguarda chi paga il prezzo della correzione. Le maestranze tecniche subiscono la riduzione dei volumi produttivi perché il mercato si contrae, non per effetto diretto della riforma del credito d'imposta: la loro esposizione dipende dal numero di produzioni attive, non dalla struttura del sussidio. I produttori che hanno costruito modelli di business basati sulla certezza del contributo pubblico, prescindendo dalla domanda di pubblico e dalla sostenibilità commerciale, appartengono a una categoria diversa: sono stati i beneficiari diretti del meccanismo fino ad ora. Sovrapporre le due figure in un unico appello alla solidarietà - come ha fatto il discorso di De Angelis - produce un frame comprensibile sul piano emotivo ma sbagliato sul piano causale;
  • L'implicazione meno immediata è che la riallocazione verso produzioni straniere potrebbe servire le maestranze meglio della difesa del sistema precedente: raddoppiare il credito d'imposta per chi gira in Italia genera lavoro tecnico a Cinecittà indipendentemente dall'origine del progetto;
  • La partita che resta aperta e che conta per chiunque operi nella filiera è l'iter legislativo: delega al governo o agenzia indipendente determina chi controllerà i criteri di accesso al Fondo per il decennio successivo.

Adesso

  • Nel breve termine (estate 2026): seguire l'esito del testo unificato in Commissione VII: delega al governo o agenzia indipendente. Da questa scelta dipende chi controllerà i criteri del Fondo dal 2027. La decisione dipendente è la valutazione del rischio regolatorio per chi pianifica investimenti in co-produzione o servizi alla filiera con orizzonte biennale;
  • Nel medio termine (autunno 2026–2027): monitorare i decreti attuativi del credito d'imposta per produzioni straniere, in particolare soglie di spesa in Italia e requisiti di integrazione locale. Questi parametri decidono se l'incentivo genera occupazione tecnica diffusa o insediamenti a bassa integrazione. La decisione dipendente è il posizionamento di operatori di post-produzione rispetto alla domanda internazionale;
  • Lungo termine (dal 2027): il Fondo è fissato a un minimo di 500 milioni annui, ma la dotazione reale dipenderà dalla revisione legislativa e dai margini fiscali del governo. La decisione dipendente è se ancorare piani di sviluppo al sussidio pubblico o costruire modelli con copertura privata al 40%, ora obbligatoria.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Economia & Mercati

I 480 mln messi sul tavolo dal governo per l’autotrasporto coprono 32 giorni di rincari del gasolio

Economia & Mercati

Il governo italiano punta a usare i 7 mld della clausola energia anche per alleggerire le bollette

Economia & Mercati

La presidenza irlandese del Consiglio Ue propone un taglio da 141 mld al bilancio 2028-34, competitività e difesa perderebbero il 13%