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Africa, finanza pubblica e assicurazioni: il rischio sovrano diventa variabile strutturale
Cosa è successo?
Il report McKinsey From Borrowing to Building: A New Fiscal Path for Africa evidenzia un deterioramento strutturale della posizione fiscale di molti Paesi africani, con implicazioni dirette anche per il settore assicurativo. Nel 2023 i governi africani hanno registrato un gap fiscale di circa 200 miliardi di dollari (pari a circa il 6% del PIL), con entrate pari a 572 miliardi a fronte di spese per 785 miliardi. Il debito estero pubblico ha raggiunto circa 746 miliardi di dollari e il servizio del debito assorbe quasi un sesto delle entrate pubbliche, il livello più elevato tra le regioni in via di sviluppo. Parallelamente, fino a 22 Paesi risultano già in condizioni di stress o vicini al default. Il report sottolinea inoltre che la riduzione prevista degli aiuti pubblici allo sviluppo, stimata tra il 19% e il 29% a livello globale, potrebbe sottrarre all’Africa fino a 30 miliardi di dollari annui, accelerando la necessità di ricorrere a capitali privati e strumenti di mercato per finanziare infrastrutture e crescita.
Perché è importante?
La fragilità fiscale non resta confinata ai bilanci pubblici ma si trasmette all’intero ecosistema economico, aumentando il rischio per assicurazioni credito, political risk, infrastrutture e investimenti. Allo stesso tempo, la riduzione degli aiuti internazionali rende assicurazioni e garanzie strumenti centrali per attrarre capitali privati e rendere finanziabili progetti ad alto rischio.
E adesso?
Il ruolo del settore assicurativo è destinato a evolvere da semplice trasferimento del rischio a infrastruttura finanziaria abilitante. Nei prossimi anni crescerà la domanda di soluzioni di de-risking, coperture politiche e strutture di blended finance, mentre il rischio sovrano diventerà una variabile chiave nei modelli di underwriting e allocazione del capitale nei mercati emergenti.