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Aeronautica europea: 22 miliardi per non perdere la leadership sul mercato globale

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Aeronautica europea: 22 miliardi per non perdere la leadership sul mercato globale

Cosa è successo

L’aeronautica europea sta giocando una partita decisiva per il suo futuro industriale. Il settore ha chiesto all'Ue 22 mld di euro nel prossimo bilancio 2028-2034 per sostenere innovazione e decarbonizzazione. Il nodo centrale è il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF): la produzione globale resta minima rispetto alla domanda e in Europa i costi sono fino a cinque volte superiori al carburante tradizionale.

Perché è importante

La sfida dell’aeronautica europea è una questione industriale e geopolitica. La crisi energetica ha mostrato quanto il settore sia vulnerabile alla dipendenza dai combustibili fossili, ma anche quanto l’Europa sia indietro nella costruzione di una filiera autonoma per SAF (carburante sostenibile per aerei per ridurre le emissioni rispetto al jet fuel tradizionale derivato dal petrolio) e idrogeno verde.

  • L’Europa oggi controlla circa il 40% del mercato mondiale dell’aviazione civile e genera oltre 109 miliardi di export l’anno, ma rischia di perdere terreno rispetto a Stati Uniti, Cina, India e Brasile;
  • I mandati ambientali europei stanno aumentando i costi senza creare abbastanza produzione interna di carburanti sostenibili, con il rischio di importare tecnologia e carburanti da altri Paesi;
  • Secondo le stime IATA, per sviluppare SAF ed e-fuel serviranno investimenti fino a 376 miliardi di euro entro il 2050: senza una politica industriale aggressiva, l’Europa potrebbe diventare meno competitiva e meno sostenibile allo stesso tempo.

E adesso?

  • Lo scenario più probabile è quello in cui Bruxelles approva una strategia con fondi inferiori alle richieste dell’industria e qualche correttivo su ETS e ricerca. L’Europa manterrebbe la leadership nel breve periodo, ma inizierebbe lentamente a perdere terreno nei segmenti strategici;
  • Francia e Germania spingono per un vero “patto industriale” europeo, con fondi dedicati, prestiti BEI e incentivi alla produzione domestica di SAF e idrogeno. Sarebbe la svolta più favorevole, ma richiede una forte volontà politica.
  • Lo scenario peggiore prevede che l’Europa importi SAF da Asia e Stati Uniti: i voli diventerebbero più costosi e produttori come Comac o Embraer guadagnerebbero quote di mercato globali.

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