Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessAssicurazioni

A Yanbu il rischio guerra sulle petroliere sale al 3% del valore della nave, il triplo di inizio luglio

3 min di lettura
A Yanbu il rischio guerra sulle petroliere sale al 3% del valore della nave, il triplo di inizio luglio

Cos’è successo

Il costo di assicurare una petroliera saudita in transito dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, è triplicato nelle ultime settimane: i premi war risk quotati sono saliti a circa il 3% del valore della nave, contro meno dell'1% di inizio luglio, quando il mercato assicurativo marino di Londra aveva classificato quel tratto di mare come ad alto rischio per gli attacchi Houthi nello stretto di Bab el-Mandeb. Il rincaro arriva dopo che l'11 settembre l'Arabia Saudita ha chiuso il proprio oleodotto East-West — la via alternativa allo Stretto di Hormuz, capace di trasportare 7 milioni di barili al giorno — colpito da droni lanciati dall'Iraq, dove Teheran sostiene alcune milizie sciite.

Per i porti più a sud, vicino al confine yemenita come Jizan, i premi arrivano fino al 7%, quasi quanto un transito diretto nello Stretto di Hormuz (6-9%). Le petroliere senza alcun legame con l'Arabia Saudita pagano invece solo lo 0,2-0,3%.

Perché conta

  • La strategia saudita di aggirare Hormuz dirottando fino a 4 milioni di barili al giorno (il 4% dell'offerta mondiale) verso il Mar Rosso si sta rivelando meno efficace del previsto: Riad si ritrova ora esposta a vincoli simili a quelli degli altri produttori del Golfo che dipendono da Hormuz, nonostante gli investimenti miliardari in questa rotta alternativa;
  • Gli Stati Uniti forniscono una copertura aerea informale alle navi in transito da Hormuz, ma non nel Mar Rosso, dove la sicurezza è affidata all'Unione europea — che secondo fonti citate da Reuters ammette di aver bisogno di più navi. Questa asimmetria di protezione spiega perché, paradossalmente, "è più facile" oggi navigare per Hormuz che per il Mar Rosso, secondo il CEO di un gruppo di navigazione citato dall'agenzia;
  • Un viaggio da Yanbu può ora costare fino a 3 milioni di dollari di sola assicurazione (fino a 7 milioni per altri porti sauditi o via Hormuz), contro almeno 100.000 dollari prima della guerra — un aumento che si somma ai costi di noleggio (almeno 500.000 dollari al giorno) e carburante, spingendo il prezzo delle petroliere usate sopra i 100 milioni di dollari.

Adesso

  • Il governo saudita ha affidato alla compagnia statale Saudi Reinsurance Company la guida del pool assicurativo nazionale per il rischio di guerra marittimo, mentre il principe ereditario avrebbe chiesto supporto militare Usa contro gli Houthi;
  • Alcuni trader starebbero già valutando rotte alternative, spostando le petroliere verso il porto mediterraneo di Port Said, in Egitto, per trasferimenti nave-nave che permetterebbero di uscire dal Mar Rosso via Bab el-Mandeb evitando il tratto più pericoloso, invece di risalire attraverso il Canale di Suez;
  • Il nodo di fondo resta politico-militare: gli Houthi hanno dichiarato di voler colpire solo le navi con legami sauditi, in risposta al sostegno di Riad al governo yemenita — una minaccia mirata che, se dovesse allargarsi o intensificarsi, rischierebbe di compromettere ulteriormente l'unica alternativa reale a Hormuz che l'Arabia Saudita ha costruito in anni di investimenti infrastrutturali.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Assicurazioni

In Australia il caldo estremo costa 8,7 mld l’anno in produttività, ma gli assicuratori non lo contano ancora come rischio

Assicurazioni

Le frodi via email aziendale crescono del 57% in un anno, trainate dall’AI

Assicurazioni

Negli Usa l’assicurazione casa supera le tasse sulla proprietà in due terzi delle contee, con rincari fino al 79%

Assicurazione guerra per le petroliere a Yanbu triplica al 3% | FPS