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9 aziende su 10 subiscono perdite nella supply chain e regionalizzano i fornitori

Cosa è successo?
Il report di Gallagher evidenzia un cambio strutturale nelle supply chain globali, che stanno passando da un modello basato su efficienza (“just-in-time”) a uno orientato alla resilienza (“just-in-case”). Dopo decenni di ottimizzazione di costi e velocità, le aziende stanno riprogettando le proprie reti produttive e logistiche per rispondere a shock geopolitici, climatici e commerciali. Il blocco dello Stretto di Hormuz nel 2026, da cui transita circa il 20% del petrolio globale, è citato come esempio emblematico. Oggi 7 aziende su 10 stanno adottando strategie di reshoring, mentre quasi 9 su 10 hanno subito perdite legate alla supply chain nell’ultimo anno. Le risposte includono diversificazione dei fornitori, stockpiling, rotte alternative e regionalizzazione delle catene del valore.
Perché è importante?
Il punto chiave è che la supply chain non è più un tema operativo ma una variabile strategica di rischio sistemico. Le aziende stanno internalizzando la geopolitica come driver strutturale delle decisioni industriali. Questo cambia radicalmente il profilo di rischio: da ottimizzazione lineare a gestione di trade-off complessi tra resilienza, costi e margini. Ogni livello di ridondanza (scorte, fornitori alternativi, nearshoring) aumenta la sicurezza ma anche i costi operativi. Inoltre, la diversificazione introduce nuovi rischi: furti di cargo, infrastrutture deboli, carenza di manodopera qualificata, colli di bottiglia inland. Il risultato è una riconfigurazione continua del rischio, non una sua riduzione netta. Per il settore assicurativo, questo significa che il rischio supply chain diventa centrale e multidimensionale: business interruption, marine, trade credit e political risk sono sempre più interconnessi.
E adesso?
Le imprese stanno entrando in una fase di “calibrazione” della resilienza: trovare il punto ottimale tra diversificazione e sostenibilità economica. Le strategie chiave saranno reshoring, nearshoring, friendshoring e integrazione verticale, supportate da maggiore visibilità dei dati (AI e digital tools). Per gli assicuratori, il salto è altrettanto chiaro: passare da copertura reattiva a strumento strategico di resilienza, capace di modellare disruption sistemiche e supportare decisioni industriali. La domanda non è più solo “quanto rischio coprire”, ma come redistribuirlo lungo la catena del valore. In questo contesto, gli operatori assicurativi che integrano analisi geopolitica, logistica e climatica nei modelli di rischio diventano partner strategici, non semplici fornitori di copertura.
Fonte
https://www.ajg.com/news-and-insights/features/how-organizations-are-reshaping-global-supply-chains/