News & BusinessAssicurazioni
70 giurisdizioni adottano l'autenticazione forte, ma le tutele antifrode restano costruite sulle banche

Cos’è successo
Il rapporto OECD Protecting Consumers from Financial Scams and Frauds evidenzia come il settore assicurativo sia ormai pienamente integrato nell'architettura internazionale di vigilanza antifrode. L'IAIS (International Association of Insurance Supervisors) ha contribuito direttamente alla redazione dello studio e autorità come IVASS partecipano alla raccolta dati insieme a banche centrali e autorità dei mercati finanziari. Inoltre, il framework OECD dedica al comparto assicurativo una classificazione dettagliata in 10 categorie di prodotto, trattandolo al pari dei settori del credito e degli investimenti.
Nonostante questo riconoscimento istituzionale, gli strumenti di tutela concreta descritti dal report restano quasi esclusivamente costruiti intorno al mondo dei pagamenti: 70 giurisdizioni adottano standard di autenticazione forte, 60 dispongono di sistemi di rilevazione delle transazioni non autorizzate e 58 prevedono regole specifiche di responsabilità e rimborso. Meccanismi analoghi non esistono ancora per il settore assicurativo, lasciando un vuoto regolatorio soprattutto nelle frodi basate sulla vendita di polizze inesistenti.
Perché conta
L'evoluzione della regolazione internazionale suggerisce che il comparto assicurativo potrebbe essere il prossimo destinatario delle misure antifrode oggi applicate ai servizi di pagamento.
- L'assicurazione è ormai riconosciuta come settore autonomo nella governance internazionale delle frodi finanziarie, con un livello di dettaglio regolatorio pari a quello di credito e investimenti;
- Tuttavia, gli strumenti di protezione dei consumatori — autenticazione forte, verifiche sui beneficiari, regole di rimborso e obblighi di segnalazione — sono ancora progettati esclusivamente per banche e prestatori di servizi di pagamento;
- Le frodi basate sulla vendita di polizze false, in particolare nei rami vita, PPI e protezione mutui, presentano caratteristiche sempre più simili alle truffe di investimento, aumentando la probabilità di una futura estensione della disciplina europea e G20 anche al settore assicurativo.
Adesso
- È plausibile che i futuri interventi normativi introducano anche per le compagnie assicurative obblighi rafforzati di verifica dell'identità, controlli preventivi sulle operazioni e meccanismi di rimborso condiviso analoghi a quelli già previsti per le frodi nei pagamenti;
- Le imprese assicurative potrebbero anticipare questa evoluzione investendo in sistemi di KYC, monitoraggio delle frodi digitali e verifica dell'autenticità delle polizze distribuite attraverso canali online e intermediari;
- Per il legislatore europeo, l'estensione dell'attuale architettura antifrode al comparto assicurativo rappresenterebbe un passo naturale verso una tutela uniforme di tutti i consumatori finanziari, riducendo un'area di vulnerabilità oggi ancora priva di strumenti specifici.
Fonte