News & BusinessTransizione Energetica
50 delle 83 regioni della Russia sono alle prese con carenze di carburante a causa della guerra
Cos’è successo
Uno dei più grandi produttori al mondo di petrolio si ritrova senza benzina. La massiccia campagna di attacchi con droni ucraini contro le raffinerie di petrolio ha innescato una grave crisi del carburante che sta colpendo quasi tutte le 83 regioni della Russia, con 50 segnalazioni accertate e altri report non verificati nella quasi totalità del territorio. È quanto emerge da un’analisi della Cnn, che ha raccolto segnalazioni e avvisi degli anti locali sull’argomento.
La persistenza e la scala dei raid hanno spinto la produzione di benzina a un livello inferiore del 20% rispetto alla domanda interna, costringendo molte stazioni di servizio a razionare le vendite e spingendo le autorità locali a dichiarare lo stato di massima allerta. Nonostante i tentativi del presidente Vladimir Putin di rassicurare la popolazione attraverso i media di Stato, l'impatto psicologico ed economico sembrerebbe profondo, con code chilometriche che arrivano fino a 18 ore di attesa, la nascita di un mercato nero e un aumento delle pressioni inflazionistiche che mettono a dura prova la tenuta del paese in piena stagione estiva.
Perché conta
- La crisi è partita dalla Crimea, controllata da Mosca, per poi estendersi a tutti gli 11 fusi orari del paese, portando diverse province della Siberia a decretare lo stato di allerta per la carenza di scorte;
- Gli analisti stimano che le incursioni ucraine abbiano ridotto la lavorazione del greggio ai minimi storici, superando la capacità russa di riparare i complessi impianti industriali danneggiati dalle esplosioni;
- Per contrastare il panico e l'accaparramento i governatori locali hanno vietato la vendita di carburante in taniche private e la polizia ha intensificato i controlli contro gli illegali che rivendevano la benzina a prezzi quattro volte superiori alla media.
Adesso
- Lo scenario interno vede un rischio crescente di frattura sociale dovuto al diffuso malcontento popolare e alle lunghe attese alle pompe, associato a una netta frenata dell'economia reale;
- Mosca, come emerso nelle ultime settimane, è ora costretta a importare carburante dall'India, creando un cortocircuito in cui Nuova Delhi raffina e rivende a Mosca i prodotti derivati da quel greggio che la Russia stessa non riesce più a lavorare a causa delle sanzioni e degli attacchi ucraini;
- Sul piano europeo i successi della strategia di logoramento di Kiev evidenziano la crescente vulnerabilità delle infrastrutture strategiche russe, uno scenario che potrebbe spingere l'Ucraina a intensificare le incursioni aeree e costringere Bruxelles a monitorare con attenzione i riflessi economici della stasi produttiva sui mercati globali.