News & Business
4 cose note e 3 incognite sul futuro del Canada come membro associato dell'Ue

Cos’è successo
Mercoledì 16 settembre, nel discorso sullo Stato dell'Unione, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto di fare del Canada il primo Stato membro associato nella storia dell'Unione europea. Il giorno dopo, il primo ministro canadese Mark Carney - già presente durante l’annuncio come ospite speciale dell’Eurocamera - ha accolto l'offerta parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, definendola l'inizio di un'alleanza costruita su valori e interessi comuni, in un momento di guerra commerciale con gli Stati Uniti e di ripetute minacce del presidente Donald Trump di fare del Canada il "51esimo Stato" americano.
Si tratta, al momento, di un’iniziativa in gran parte simbolica, anche se dall’altissimo valore simbolico e politico: l'Unione europea e il Canada dovranno ora dare contenuto concreto a un'etichetta che, al momento, non ha alcun precedente né alcuna base giuridica nei trattati europei.
Perché conta
- La genesi della proposta: la presidente von der Leyen l'ha lanciata durante il discorso sullo Stato dell'Unione, offrendo per la prima volta nella storia dell'Unione lo status di membro associato a un Paese terzo;
- La risposta di Carney: il premier canadese ha accolto "con favore" l'ambizione della presidente della Commissione, ma senza fare totalmente propria la formula "membro associato" nel resto del discorso pronunciato il 17. La pronuncia una sola volta, riassumendo la proposta di von der Leyen ("ha parlato di andare oltre il CETA verso un'alleanza per il futuro, aprendo la porta affinché il Canada diventi il primo membro associato dell'Unione europea"), ma subito dopo, passando a spiegare "cosa il Canada propone concretamente”, non l’ha più usata, preferendole per tutto il resto dell'intervento l'espressione "alleanza per il futuro”;
- Le aree di cooperazione già delineate da Carney: materie prime critiche, intelligenza artificiale, sicurezza energetica, spazio, adesione al programma Erasmus+ e a Horizon, oltre a una maggiore integrazione dei mercati finanziari;
- Il calendario del negoziato: i dettagli verranno discussi al vertice Ue-Canada di fine ottobre, a Montreal, e lo stesso Carney ha confermato che il processo si concluderà comunque con un voto del Parlamento europeo.
Adesso
- La prima e più importante tra le future incognite riguarda cosa significhi davvero "membro associato": non esiste alcuna definizione giuridica di questo status nei trattati Ue;
- Se e come i 27 troveranno un'intesa sull'etichetta: la Germania ha già chiesto di riconsiderare il termine "membro associato", pur sostenendo un rapporto più stretto con Ottawa, anche se non è detto - data l’assenza di precedenti - che la cosa debba passare tassativamente per il Consiglio: sta di fatto che gli accordi internazionali dell'Ue (art. 218 TFUE) prevedono che il Consiglio li concluda e che il Parlamento europeo dia il proprio consenso, esattamente il meccanismo già visto con il CETA;
- Quanto il Canada possa realmente allontanarsi dagli Stati Uniti sul fronte della sicurezza: Ottawa dipende in larga parte dagli asset militari e di intelligence statunitensi per la difesa del continente, mentre la stessa Europa dipende da Washington per la propria sicurezza.