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2,6 mld stanziati in 5 mesi per il taglio delle accise, 3 alternative su come il governo potrebbe usare le risorse contro il caro carburanti

Cos’è successo
Il 26 agosto il Consiglio dei ministri ha prorogato al 5 settembre lo sconto di 17 centesimi sul gasolio, al ritmo di 13 milioni al giorno, per coprire il rientro dalle vacanze. Nello stesso decreto è arrivato l'annuncio della svolta: aiuti "strutturali però mirati", dice il vicepremier Antonio Tajani, per ceti deboli, ceto medio e imprese. Dopo 2,6 miliardi spesi a pioggia da metà marzo.
Il decreto legge 153/2026 quantifica in 105,6 milioni la proroga e aggiunge 22,1 milioni al credito d'imposta per l'autotrasporto, che tocca 386,2 milioni da marzo. Confesercenti stima che a luglio e agosto gli automobilisti abbiano speso il 21% in più per l'aumento dei prezzi, circa 1,8 miliardi.
Perché conta
La domanda che il governo si è posto mercoledì arriva in ritardo. L'Ue ha criticato fin da subito la mossa di tagliare le accise perché comprime il segnale che spinge a consumare meno o sostituire l'utilizzo della macchina con un'alternativa valida e premia chi consuma di più, cioè chi guida l'auto più grossa. Si sussidia un bene scarso invece del suo sostituto.
Ecco tre alternative possibili che il governo potrebbe considerare:
- Potenziare il contributo introdotto recentemente da 115 euro sul bonus sociale elettrico, già automatico e agganciato all'ISEE, l'indicatore della situazione economica familiare.
- Rimborsare a fine mese la maggiore spesa sui primi 60 litri sotto una soglia di ISEE, circa 12 euro al mese. In questo modo si sussidia l'utilizzo dell'auto per chi non ha alternative e chi consuma al di sopra della soglia subisce il segnale del prezzo marginale del mercato.
- Oppure rendere quasi gratuito l'abbonamento ai mezzi per le famiglie, sul modello del biglietto tedesco da 9 euro.
Il ritorno del taglio delle accise è modesto: a luglio e agosto ha fatto risparmiare 300 milioni agli automobilisti che hanno comunque speso 1,8 miliardi in più dell'anno scorso. Sì, ma il canale mirato esisteva già, e non è stato usato pienamente. Il contributo da 115 euro ai titolari del bonus sociale elettrico ha un tetto di 315 milioni per tutto il 2026. Bruxelles lo aveva detto a giugno: la nuova flessibilità sul Patto vale oltre 13 miliardi per l'Italia nel triennio, ma solo per investimenti. Alla domanda sulle accise, il commissario Dombrovskis rispose no.
Adesso
- 5 settembre: scade la proroga. Senza un nuovo decreto il Codacons stima il gasolio oltre 2,30 euro sulla rete ordinaria, contro i 2,13 di oggi. La copertura arriva da un acconto inedito sulle imposte sui dividendi dei grandi gruppi energetici, concordato con le società;
- La flessibilità europea è utilizzabile nel triennio 2026-2028, fino allo 0,3% di PIL l'anno. Il 18 agosto la Commissione ha pubblicato la lista delle misure ammesse: pompe di calore, reti, ristrutturazioni, elettrificazione. I soldi per la svolta ci sono, ma vanno spesi in un modo del tutto diverso;
- L'inverno non è bloccato. L'Italia ha stoccaggi sopra il 70%, contro un'Europa sotto il 58%, il minimo per il periodo dal 2011. Ma la copertura è fisica, non di prezzo: con il TTF intorno a 53 euro/MWh, l'aggiornamento mensile dell'Arera trasferirà comunque in bolletta il prezzo di mercato.