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Urso a Séjourné: "Il 2029 è troppo tardi". L'Italia chiede di anticipare il Made in Europe

Cos’è successo
Il 7 maggio il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale. È stato il dodicesimo confronto dall’insediamento della Commissione. Roma ha confermato il sostegno all’Industrial Accelerator Act, la proposta presentata dalla Commissione il 4 marzo 2026, ma ha chiesto di anticipare l’applicazione dei requisiti “Made in Europe” e “Low Carbon”, oggi previsti dal 2029. Nel colloquio sono entrati anche la revisione del regolamento CO2 per l’auto e il Critical Raw Materials Act. Sulle materie prime critiche, l’Italia potrebbe candidarsi a ospitare uno dei primi siti europei di stoccaggio strategico.
Perché conta
L’Industrial Accelerator Act segna un cambio di passo nella politica industriale europea: usa appalti pubblici e sussidi per creare domanda di prodotti europei e a basse emissioni nei settori strategici: una risposta alla concorrenza di Cina e Stati Uniti.
- Il testo prevede requisiti di contenuto europeo e low carbon per tecnologie e materiali sostenuti da fondi pubblici. L’obiettivo politico indicato da Bruxelles è riportare la manifattura al 20% del Pil europeo entro il 2035, dal 14,3% del 2024.
- Il nodo è il calendario: per Roma aspettare il 2029 rischia di rendere tardiva la protezione della domanda interna.
- Sulle materie prime critiche, il Critical Raw Materials Act punta entro il 2030 a coprire in Europa il 10% dell’estrazione, il 40% della trasformazione e il 25% del riciclo dei fabbisogni UE. Dopo i 47 progetti strategici selezionati nel 2025, il CITE ha approvato il 4 maggio 2026 sette nuovi progetti italiani per la seconda call europea, in gran parte legati a riciclo e trasformazione.
Adesso
- La proposta IAA dovrà essere negoziata da Consiglio e Parlamento europeo: non è certo che le richieste italiane sui tempi vengano accolte.
- Anche la revisione CO2 dell’auto resta aperta: la Commissione ha proposto di alleggerire il target 2035 dal 100% al 90% di riduzione delle emissioni, con più flessibilità tecnologica, ma il testo finale dipenderà dal negoziato UE.
- Sullo stoccaggio delle materie prime critiche non c’è ancora una decisione ufficiale: l’Italia è interessata a candidarsi, ma l’assegnazione dei primi siti europei resta aperta.