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UniCredit lancia un'offerta da €35 miliardi su Commerzbank e l'Eurogruppo apre alla nascita delle prime grandi banche europee

Cos’è successo
Nell'ultima riunione dell'Eurogruppo, il Presidente e ministro delle Finanze Greco, Kyriakos Pierrakakis ha sdoganato la M&A bancaria cross-border. Pierrakakis ha parlato di voler promuovere "campioni europei, non nazionali" in risposta diretta a una domanda sul dossier UniCredit-Commerzbank.
Il 5 maggio è scattato il periodo di adesione dell'offerta volontaria di scambio da €35 miliardi che Andrea Orcel (CEO Unicredit) ha pianificato per aumentare la quota di ownership oltre il 30% e completare un hostile takeover e innescare l'OPA secondo le normative tedesche. L'acquisto di Commerzbank sarebbe il primo vero test del consolidamento bancario nell'eurozona: priorità politica o ancora ostaggio dei veti nazionali?
Perché conta
UniCredit controlla già circa il 32,6% di Commerzbank includendo i derivati (26-27% diretto, il resto via total return swap): oltre la soglia politica, vicino al controllo economico. Parte poi da una posizione di forza: utile netto record da €3,2 miliardi nel Q1 2026 (+16,1% a/a) e guidance 2026 alzata ad almeno €11 miliardi. Berlino ha cercato senza risultati un'alternativa: ING, HSBC e BNP Paribas, non sono interessate ; il governo tedesco resta al 12,7% del capitale – leva politica, non sufficiente da sola.
- L'OPA arriva con UniCredit in gran forma, Commerzbank sulla difensiva e la BCE allineata su un framework tecnico favorevole al M&A bancario. Il vero rischio per Orcel non è di mercato ma il veto politico tedesco. La guida BCE valuta le operazioni su cinque criteri – reputazione, solidità finanziaria, requisiti prudenziali, piano industriale, rischi AML/CFT – spostando il baricentro da Berlino a Francoforte;
- Se l'M&A UniCredit-Commerzbank passa, si apre una nuova era di operazioni cross-border nell'eurozona, con possibili mosse di BNP sul Sud Europa, consolidamenti iberici e acquisti olandesi di asset tedeschi. Se viene bloccata nonostante la conformità tecnica, il single market bancario resta una promessa retorica e il golden power nazionale prevale sul diritto Ue;
- Intanto Commerzbank trasforma la traiettoria standalone in arma difensiva: punta a superare nel 2026 i €3,2 miliardi di utile e l'8 maggio presenterà i Q1 con la strategia "Momentum 2030". In pratica prova a crescere tanto da non essere acquistabile.
Adesso
- 8 maggio 2026: Q1 Commerzbank + piano "Momentum 2030". Momento difensivo cruciale: il board vuole dimostrare che la crescita autonoma vale più dell'OPA;
- 11 giugno 2026: prossimo Eurogruppo. Cinque giorni prima della chiusura adesioni, possibile rilancio politico di Pierrakakis con la sponda del rapporto Commissione sul consolidamento bancario atteso nei prossimi mesi;
- 16 giugno 2026: scade il periodo di adesione. Dopo questa data la dinamica diventa puramente politica e regolatoria – clearance BCE, BaFin, antitrust – con closing tecnico atteso non prima del 2027.