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Un think tank Usa avverte che la Russia considera le armi nucleari come strumento per distruggere 5 costellazioni satellitari occidentali

Cos’è successo
Il Foreign Policy Research Institute ha pubblicato un report intitolato "Taking LEO off the Board: Russian Thinking about Anti-Satellite Warfare" nel quale si ricostruisce il pensiero strategico russo-sovietico sulla guerra spaziale. In particolare, l’Unione Sovietica prima e la Russia oggi hanno sempre considerato le armi anti-satellite (ASAT) come parte integrante dei piani di guerra nucleare, non un dominio separato.
I sovietici svilupparono sistemi come l’Istrebitel Sputnik, il Naryad e il laser orbitale Skif/Polyus per colpire i satelliti di early warning americani e cautelarsi così contro un possibile attacco preventivo. Parallelamente i sovietici misero in campo il Fractional Orbital Bombardment System (FOBS) per aggirare le difese missilistiche settentrionali degli Stati Uniti.
Oggi Mosca ha resuscitato il concetto FOBS attraverso il missile RS-28 Sarmat (testato nel maggio 2026) e sta investendo in opzioni nucleari co-orbitali per affrontare le grandi costellazioni in Low Earth Orbit americane (come quelle di Starlink). I pensatori militari russi considerano le reti commerciali occidentali (Starlink, Maxar, Planet, ICEYE, Capella) come legittimi obiettivi militari, in quanto i radar SAR che questi montano vengono percepiti come una minaccia in quanto in grado di penetrare le nubi e annullare i tradizionali sistemi di camuffamento e inganno tattico.
Perché conta
- Il report mostra come la Russia non tratta lo spazio come un dominio “separato”, ma come elemento essenziale della sopravvivenza della deterrenza nucleare di fronte alle difese missilistiche americane (incluso Golden Dome) e alla proliferazione di satelliti commerciali;
- Implicazioni dirette: Mosca sta valutando seriamente opzioni di “mass-kill” nucleare in LEO per neutralizzare intere costellazioni di intelligence e targeting, anche a costo di danneggiare i propri asset;
- La lezione dell’Ucraina ha accelerato questa riflessione: i satelliti commerciali hanno dimostrato di poter fornire ISR in tempo reale che erode i vantaggi tradizionali russi.
Adesso
- Gli Stati Uniti e gli alleati dovranno trattare le costellazioni commerciali dual-use come parte integrante dell’architettura militare e accelerare resilienza, proliferazione e capacità di ricostruzione rapida in orbita;
- La ripresa del FOBS e lo sviluppo di armi nucleari co-orbitali aumentano il rischio di escalation in qualsiasi crisi nucleare o convenzionale ad alta intensità, perché lo spazio diventa un teatro di apertura del conflitto;
- Sul medio termine (fino al 2030 e oltre) la competizione si sposterà sempre di più sulla capacità di “tenere LEO in gioco” o di toglierlo dal tavolo. Chi saprà combinare architetture proliferate, manovrabilità in orbita e norme di comportamento più robuste determinerà se lo spazio resterà un dominio utilizzabile o diventerà un campo di battaglia nucleare a tutti gli effetti.