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Un drone colpisce in un porto egiziano il rigassificatore Usa Energos Winter da 138mila metri cubi allargando il conflitto mediorientale

Cos’è successo
Il conflitto in Medio Oriente si espande ulteriormente arrivando a toccare le infrastrutture energetiche nel Mediterraneo, per la prima volta dall’inizio delle ostilità il 28 febbraio scorso. Un attacco condotto presumibilmente tramite droni ha colpito nel porto egiziano di Damietta l'unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione Energos Winter, imbarcazione di proprietà di una società statunitense con una capacità di carico pari a 138.250 metri cubi. L'esplosione, riferisce Reuters, ha provocato un incendio sul lato destro della nave che si è poi esteso alla vicina metaniera Gaslog Salem, spingendo il ministero del Petrolio dell'Egitto ad attivare immediatamente i protocolli di emergenza.
L'incidente si inserisce in un quadro di forte ripresa delle ostilità segnato dai raid di Usa e Arabia Saudita contro gruppi filoiraniani in Iraq, dal lancio di missili iraniani verso le truppe americane in Giordania, altro Paese coinvolto solo di recente nella guerra, dalle minacce di ritorsione del presidente Donald Trump e dal blocco navale dichiarato dagli Houthi contro Riad.
Perché conta
- L'unità galleggiante Energos Winter con capacità di 138.250 metri cubi, gestita dalla società Usa Wilhelmsen Ship Management, è stata colpita mentre si trovava all'ormeggio nello scalo di Damietta;
- Le fiamme scaturite dall'esplosione hanno coinvolto anche la vicina nave gasiera Gaslog Salem, ma stando alla stampa del Cairo l'intervento tempestivo delle squadre di emergenza egiziane ha domato il rogo senza causare vittime né feriti;
- La società di sicurezza britannica Ambrey e diverse fonti di intelligence marittima attribuiscono l'evento a un attacco condotto con droni mentre il governo egiziano ha confermato l'incendio senza specificarne ufficialmente la causa.
Adesso
- A livello regionale l'estensione degli attacchi fino alle coste egiziane e il blocco navale annunciato dagli Houthi indicano una chiara escalation, dopo una breve pausa di 24 ore;
- A livello energetico l’attacco di un impianto legato al commercio di gas naturale liquefatto (Gnl) in uno snodo strategico evidenzia la crescente vulnerabilità delle catene di approvvigionamento di gas dirette verso la Ue e i mercati globali;
- A livello internazionale i raid incrociati tra le forze di Usa e Arabia Saudita e le milizie legate a Teheran rischiano di trascinare le principali potenze in un confronto diretto senza più margini di mediazione, anche se Trump continua a rivendicare contatti e negoziati in corso di cui la Repubblica islamica non fornisce alcuna conferma.