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Ue e 36 Paesi varano tribunale speciale contro i vertici russi per il crimine di aggressione

Cos’è successo
La Commissione europea ha compiuto due atti formali sul piano della responsabilità per la guerra in Ucraina. Primo: l’UE ha aderito all’Accordo parziale allargato sul Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina (STCA), approvato a Chișinău da 36 paesi e dall’UE nell’ambito del Consiglio d'Europa. Il Tribunale potrà investigare e giudicare i vertici politici e militari russi per il crimine di aggressione.
Secondo: la Commissione ha ratificato la Convenzione che istituisce la Commissione internazionale per i risarcimenti all’Ucraina (ICC Ukraine), già approvata dal Parlamento europeo il 30 aprile. L’organismo avrà il compito di valutare e quantificare richieste di risarcimento per danni, perdite e lesioni causate dalla Russia. La Convenzione entrerà in vigore dopo 25 ratifiche e adeguata copertura finanziaria.
Perché conta
L’UE sta costruendo un’architettura giuridica parallela per perseguire il crimine di aggressione russo e collegare responsabilità legale, ricostruzione economica e finanziamento dell’Ucraina. Il tema non è più solo diplomatico, ma operativo e industriale.
- Il nuovo Tribunale colma un vuoto della Corte Penale Internazionale, che nel caso ucraino non ha giurisdizione piena sul crimine di aggressione, creando un precedente giuridico rilevante per conflitti futuri;
- La Commissione internazionale per i risarcimenti può diventare il meccanismo tecnico che collega sequestri di asset russi, prestiti europei e futuri programmi di ricostruzione ucraina;
- Per l’Italia il dossier ha anche una dimensione industriale: imprese della difesa, infrastrutture ed engineering potrebbero beneficiare di appalti finanziati attraverso fondi collegati ai risarcimenti e al prestito UE da 90 miliardi.
Adesso
- Il focus si sposterà sulla ratifica della Convenzione ICC Ukraine, sulla governance finanziaria del meccanismo e sulla capacità di reperire fondi sufficienti per renderlo operativo;
- I paesi UE dovranno affrontare il nodo politico e giuridico dell’utilizzo di asset russi congelati per sostenere ricostruzione e risarcimenti senza creare instabilità finanziaria internazionale;
- Per ministeri, assicurazioni export, difesa e grandi contractor europei potrebbe aprirsi una nuova fase di preparazione industriale legata alla ricostruzione ucraina e ai relativi strumenti finanziari europei.