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Tutela salariale e contrasto al caporalato digitale: il Cdm approva il Decreto lavoro
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Cosa è successo
Il Consiglio dei ministri si è riunito il 28 aprile 2026 a Palazzo Chigi. Il provvedimento principale approvato è un decreto-legge in materia di lavoro, su proposta della presidente Meloni e della ministra Marina Calderone. Il provvedimento interviene, con risorse per circa 934 milioni di euro, per rafforzare la dignità dei lavoratori, promuovere l’occupazione stabile di giovani (497,5 milioni destinati) e donne e contrastare nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale.
Perché è importante
Il decreto lavoro interviene su tre fronti che il governo considera prioritari.
- Il primo è la tutela salariale: anziché introdurre un salario minimo per legge, opzione politicamente divisiva e più volte respinta dalla maggioranza, si sceglie di ancorare i minimi retributivi alla contrattazione collettiva delle organizzazioni più rappresentative, con un meccanismo automatico di adeguamento all'inflazione in caso di ritardo nei rinnovi.
- Il secondo fronte è l'occupazione nelle aree più deboli del Paese: i bonus contributivi sono costruiti per favorire in modo specifico il Sud, i giovani e le donne, categorie storicamente più esposte alla precarietà.
- Il terzo è il contrasto al caporalato digitale, fenomeno in rapida espansione con la crescita delle piattaforme di consegna e dei lavori on-demand, che finora sfuggiva in larga parte agli strumenti normativi tradizionali.
E adesso?
- I decreti legislativi approvati in via definitiva seguiranno l'iter ordinario di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.