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Trump chiede alle big tech di pagarsi l'energia. Il problema è che non basta
Cosa è successo?
Durante il discorso sullo State of the Union di martedì sera, il Presidente Trump ha annunciato il "Rate Payer Protection Pledge": una promessa formale con cui le principali aziende tech si impegnano a costruire, acquistare o procurarsi autonomamente l'energia per i nuovi data center AI, senza gravare sulle bollette dei consumatori. Il 4 marzo, alla Casa Bianca, i rappresentanti di Amazon, Google, Meta, Microsoft, xAI, Oracle e OpenAI firmeranno l'impegno alla presenza del Presidente, del segretario all'Energia Chris Wright e del consigliere per la scienza e tecnologia Michael Kratsios. Gli impegni non sono vincolanti e non hanno forza di legge.
Perché è importante?
Il pledge nasce da un problema politico reale. Il prezzo medio dell'elettricità negli USA ha toccato i 17,24 centesimi per kilowattora a dicembre (+6% annuo); le bollette domestiche sono cresciute del 13% nel 2025; il 64% degli elettori identifica il costo delle utenze come la preoccupazione principale legata ai data center. Con le midterm di novembre e la promessa elettorale di dimezzare le bollette ancora inattuata, l'amministrazione aveva bisogno di un gesto visibile.
- Il pledge affronta la dimensione politica senza toccare quella strutturale. La domanda di elettricità dei data center, secondo il Dipartimento dell'Energia, dovrebbe raddoppiare o triplicare entro il 2028. Storicamente, le utility hanno spalmato i costi infrastrutturali su tutti i clienti della regione; ora la politica chiede ai colossi del tech di accollarsi la propria quota, ma i contratti tra data center e utility sono confidenziali, cosa che rende la verifica quasi impossibile.
- PJM Interconnection, la rete che serve 65 milioni di persone nel Mid-Atlantic, ha presentato un piano per far sì che i grandi consumatori portino nuova capacità di generazione, ma ci vorranno anni prima che produca effetti — i data center entrano in funzione più velocemente di quanto si possano costruire nuove centrali.
- L'amministrazione, del resto, chiede alle aziende di "costruirsi le proprie centrali" dopo aver smantellato i sussidi alle rinnovabili e bloccato i parchi eolici offshore lungo la costa orientale. Il pledge incoraggia le aziende a fare ciò che la politica energetica avrebbe dovuto facilitare, ma ha reso più difficile.
E adesso?
Diverse aziende si stavano già muovendo. Microsoft e Anthropic avevano annunciato volontariamente di voler pagare tariffe più alte; Meta ha siglato un accordo quindicennale per tre nuove centrali a gas in Louisiana. Il pledge formalizza qualcosa che stava già accadendo e ci mette sopra un timbro presidenziale — utile per le midterm, meno per la rete elettrica. Almeno 25 data center sono stati cancellati nell'ultimo anno dopo proteste locali, e in Virginia il costo dell'energia è stato un tema decisivo nella vittoria della governatrice democratica Spanberger. Il backlash è già in corso, e un pledge senza forza di legge potrebbe non bastare a contenerlo.