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Nebius raccoglie $3.75 miliardi in debito. Il contratto con Meta era già la garanzia

2 min di lettura

Cosa è successo

Il giorno dopo l'annuncio del deal con Meta, Nebius ha comunicato l'intenzione di raccogliere $3.75 miliardi tramite note convertibili in due tranche — $2 miliardi con scadenza 2031 (coupon 1-1.5%) e $1.75 miliardi con scadenza 2033 (coupon 2.375-2.875%), entrambe con un premio di conversione del 45-50% rispetto al prezzo del titolo. I proventi finanzieranno l'espansione dei data center e l'acquisto di chip. Goldman Sachs gestisce l'offerta; il titolo, salito del 15% lunedì sull'onda del deal Meta, ha ceduto il 6.2% in premarket martedì.

Perché è importante

Lunedì Meta firma un contratto da $27 miliardi; ventiquattr’ore dopo Nebius va sul mercato obbligazionario per raccoglierne quasi 4. Non è una coincidenza di calendario, ma il modello di business. Il contratto a lungo termine con un hyperscaler diventa immediatamente collaterale credibile, che permette di raccogliere debito, e il debito finanzia la costruzione dell'infrastruttura promessa. Un'azienda con due anni di vita, $228 milioni di ricavi nell'ultimo trimestre e $250 milioni di perdita nello stesso periodo riesce dunque a emettere bond per quasi quattro miliardi il giorno dopo aver annunciato un contratto quinquennale. È il mondo AI in cui viviamo, che si appoggia sostanzialmente alla fame di domanda (crescente, lo diciamo sempre) come motore ultimo di ingegneria finanziaria.

C'è poi il lato Meta. Che, fino alla fine del 2024, aveva commitment contrattuali legati ai server per circa $32,8 miliardi, principalmente proprietari. In un anno questi costi sono lievitati a $131 miliardi, ma in primo luogo per spese su cloud di terze parti. Un premium che Meta sceglie di pagare per la necessità di compute “qui ed ora”, nonostante finisca nel conto economico come operating expense (e non come capex), dunque comprimendo i margini operativi dal 48% al 41% nel quarto trimestre 2025 e verso il 34.8% stimato per il 2026. Quasi certamente, uno dei fili che porta ai licenziamenti in vista di cui abbiamo scritto questi giorni.

E adesso?

Nebius, CoreWeave, Nscale: la tesi dei neocloud è che la domanda di compute AI sia così strutturale e duratura da giustificare un modello in cui si costruisce l'infrastruttura col debito garantito dai contratti, che a loro volta vengono firmati perché i clienti non riescono a costruire abbastanza in fretta da soli. Fin quando la domanda tiene, il meccanismo si autoalimenta, e la narrazione di questi giorni non sembra indicare in alcun modo — e da nessuno stakeholder — che ci siano violazioni.

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