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Trump annuncia la vendita di 200 jet Boeing alla Cina senza conferme da Pechino, meno rispetto ai 400-500 previsti

Cos’è successo
Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato in un’intervista a Fox News che l’omologo cinese Xi Jinping ha acconsentito all'acquisto di 200 velivoli Boeing per risollevare le sorti del colosso aerospaziale americano, in svantaggio rispetto all’europea Airbus in uno dei mercati più vasti del pianeta: quello cinese. Tuttavia, il governo della Repubblica popolare non ha ancora confermato l’accordo.
La notizia arriva mentre nuovi documenti pubblicati dall'Ufficio per l'etica governativa (Oge) rivelano che il presidente Trump è stato coinvolto nel 2026 in una serie di transazioni finanziarie del valore complessivo di diverse centinaia di milioni di dollari. Le operazioni riguardano importanti aziende del settore tecnologico ed economico americano, tra cui Amazon, Apple, Microsoft, Uber, Nvidia e la stessa Boeing.
Perché conta
L’annuncio presidenziale sulla mega-commessa si scontra al momento con il silenzio delle autorità cinesi e con aspettative di mercato che erano state gonfiate dai media.
- La commessa dichiarata di 200 velivoli delude profondamente gli investitori e ridimensiona drasticamente le previsioni di agenzie come Reuters che ipotizzavano ordini massicci tra i 400 e i 500 aerei;
- La notizia è importante perché evidenzia la fragilità di Boeing in un mercato dove Airbus è in vantaggio, ma l'assenza di una nota ufficiale da Pechino suggerisce che il patto possa essere solo una mossa unilaterale di Trump;
- Il ridimensionamento delle cifre riflette la strategia cinese di centellinare gli acquisti per mantenere una posizione di forza nel braccio di ferro sui dazi, evitando di legarsi eccessivamente alle forniture americane.
Adesso
- Nelle relazioni bilaterali tra Usa e Cina la visita di Trump a Pechino è stata descritta dai diretti interessati come un momento molto positivo, che darà stabilità e prevedibilità ai rapporti tra i due paesi, ma nei dettagli – come nel caso Boeing – emergono ancora evidenti punti di attrito;
- A livello europeo la rivale Airbus monitora con estrema cautela la situazione, temendo che un eventuale accordo possa assottigliare la sua quota di mercato ottenuta grazie agli investimenti produttivi sul territorio cinese;
- Per quanto riguarda l’Italia la situazione richiede una vigilanza strategica sulla catena di fornitura aerospaziale nazionale poiché la questione degli ordini di Boeing potrebbe avere ripercussioni dirette sulle aziende italiane, che collaborano alla produzione dei componenti per i jet americani.