News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Transizione energetica UE: obiettivi chiari, ma il decennio dell’esecuzione è in ritardo
Cosa è successo?
Secondo IRENA – Regional Energy Transition Outlook: European Union (2025), il percorso europeo verso il net zero è tecnicamente realizzabile ma quantitativamente sotto-performante negli anni Venti. Per restare allineata a una traiettoria 1,5°C (Decarbonising Energy Scenario, DES), l’UE dovrebbe portare la quota di rinnovabili nell’elettricità dal 36% del 2021 a circa il 70% entro il 2030 e all’88% nel 2050, triplicando la capacità rinnovabile entro il 2030 (da 490 GW a 1.250 GW) e arrivando a 2.450 GW a metà secolo. In parallelo, l’elettrificazione dei consumi finali dovrebbe salire dal 22% (2021) al 33% nel 2030 e al 64% nel 2050. Tuttavia, nello scenario a politiche correnti (Planned Energy Scenario, PES), l’UE manca già i target 2030 su rinnovabili ed emissioni, aprendo un divario che si manifesta nel corso di questo decennio.
Perché è importante?
Il problema non è l’assenza di obiettivi o di tecnologia, ma la velocità di esecuzione. I ritardi degli anni Venti aumentano i costi complessivi del sistema, comprimono le finestre di realizzazione future e trasferiscono pressioni su reti e infrastrutture oltre il 2030. IRENA mostra che un’azione anticipata è strutturalmente più efficiente in termini di costi rispetto a una transizione “back-loaded”: rimandare significa pagare di più, con maggiori rischi per la competitività industriale e per la stabilità del sistema elettrico quando la domanda elettrica accelera.
E adesso?
La priorità strategica è trasformare i target in capacità installata ed elettrificazione reale entro il 2030. Ciò richiede accelerazione su permitting, reti e investimenti, per evitare un “decennio perso” che obbligherebbe a correzioni più brusche e costose dopo il 2030. In sintesi, l’UE ha la rotta; ciò che manca è la scala e la velocità di implementazione nel qui e ora.