Policy NewsTRANSIZIONE ENERGETICA
Transizione 5.0: via libera politico, ora conta l’impatto reale su investimenti e filiere
Cosa è successo?
Il Senato ha approvato, con voto di fiducia, il DL Transizione 5.0 (88 favorevoli, 58 contrari, un astenuto), che passa ora alla Camera per la seconda lettura prima della scadenza del 20 gennaio. Il decreto, composto da tre articoli, definisce il credito d’imposta Transizione 5.0 e la cornice normativa per l’individuazione delle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili. Tra le novità emerse in Commissione Ambiente e confermate in Aula, figura anche una modifica delle norme sul golden power applicabile al settore creditizio e assicurativo.
Perché è importante?
Il provvedimento rappresenta un passaggio chiave nel tentativo di riallineare politica industriale, transizione energetica e sicurezza economica. Da un lato, il credito d’imposta 5.0 mira a sostenere investimenti in efficienza, digitalizzazione e decarbonizzazione delle imprese; dall’altro, la definizione delle aree idonee alle rinnovabili riduce l’incertezza autorizzativa, uno dei principali colli di bottiglia degli investimenti green. L’estensione del golden power a credito e assicurazioni segnala inoltre una lettura più ampia della sicurezza economica, dove finanza e transizione diventano asset strategici da presidiare.
E adesso?
La partita si sposta alla Camera e, soprattutto, all’attuazione concreta. La misura sarà giudicata dalla sua capacità di attivare investimenti addizionali, non solo di sostituire spesa già pianificata, e di accelerare tempi e bancabilità dei progetti rinnovabili. Al tempo stesso, l’uso del golden power dovrà trovare un equilibrio: abbastanza incisivo da proteggere asset sensibili, ma non tale da raffreddare capitali e operazioni proprio nei settori chiamati a finanziare la transizione. Il segnale politico è forte; ora serve trasformarlo in cantieri, filiere e produttività.