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Tra Ue e Sud Corea 124 mld di scambi in armi e microchip, ora il primo summit in 3 anni come messaggio per Xi e Kim

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Tra Ue e Sud Corea 124 mld di scambi in armi e microchip, ora il primo summit in 3 anni come messaggio per Xi e Kim

Cos’è successo

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung è atterrato a Bruxelles per il primo summit Ue-Corea del Sud in tre anni: previsto un incontro con Ursula von der Leyen e António Costa. Sul tavolo: commercio digitale, difesa, sicurezza economica e un'intesa che entrambe le parti vogliono elevare a partenariato strategico strutturato.

La notizia più concreta è la firma di un Accordo di Commercio Digitale che include regole vincolanti sui flussi di dati ed e-commerce, negoziato lo scorso anno. Ma il vero motore del summit è altrove: nella difesa e nella geopolitica. Dal 2024, quando i due blocchi hanno siglato un patto di sicurezza, l'Ue sta accelerando il consolidamento dei suoi legami nell'Indo-Pacifico. Non tutto, però, fila liscio. La decisione dell'Ue di dimezzare le quote di importazione di acciaio a bassa tariffa e alzare i dazi sul resto al 50% – misure pensate principalmente per arginare l'acciaio cinese, ma che per le regole del Wto si applicano a tutti i Paesi – ha creato una frizione seria con Seul. Bruxelles sperava di chiudere un accordo prima dell'arrivo di Lee. Non ci è riuscita.

Perché conta

L'Europa non sta cercando solo un partner commerciale. Sta cercando un alleato con cui ridisegnare la propria architettura di sicurezza, economica e militare insieme.

  • La Corea del Sud arma l'Europa che si riarma. Le aziende sudcoreane sono diventate fornitori cruciali per gli eserciti europei che corrono a comprare armamenti pronti all'uso per deterrenza verso la Russia. La Polonia ha firmato contratti miliardari per 360 carri armati K2 Black Panther, 362 obici K9A1 Thunder, 288 lanciarazzi K239 Chunmoo e 48 aerei da combattimento FA-50. La Romania ha comprato 54 obici K9 e veicoli di rifornimento munizioni, con Hanwha Aerospace che ha aperto una linea produttiva in loco. Estonia, Norvegia e Finlandia hanno acquistato obici K9. Tra il 2022 e il 2024, la Polonia da sola ha rappresentato quasi la metà delle esportazioni di armi sudcoreane. Il vantaggio competitivo di Seul è semplice: consegna rapida, standard Nato, prezzi competitivi;
  • Microchip e batterie come nuova frontiera della sicurezza. L'Europa sta entrando in un'era in cui proteggere le forniture di semiconduttori e batterie è strategicamente importante quanto la potenza militare tradizionale. La Corea del Sud investe quasi il 5% del PIL in ricerca e sviluppo, più del doppio della media europea, ed è il secondo produttore mondiale di semiconduttori dopo Taiwan. Sul fronte batterie, LG Energy Solution, Samsung SDI e SK On hanno costruito impianti di produzione direttamente in Europa, in Polonia e Ungheria. Sono fabbriche che alimentano l'industria automobilistica europea, da BMW a Ford. Un'interruzione delle forniture non sarebbe un problema industriale: sarebbe un problema di sicurezza nazionale;
  • 124 miliardi di ragioni per non litigare. Gli scambi bilaterali hanno superato i 124 miliardi di euro nel 2024. L'Europa esporta macchinari industriali e prodotti chimici; importa auto, microchip ed elettronica di consumo. È una strada a doppio senso molto trafficata, e nessuna delle due parti può permettersi di trasformare la tensione sull'acciaio in una rottura più profonda.

Adesso

  • Il nodo dell'acciaio resta irrisolto: Seul potrebbe aprire un contenzioso legale contro Bruxelles nell'ambito del loro accordo di libero scambio;
  • Sul fronte della difesa, il Commissario europeo Andrius Kubilius ha evocato la possibilità di coinvolgere la Corea del Sud in una futura Unione europea della difesa, un'idea ancora in costruzione, che potrebbe prendere forma dopo il summit Nato di Ankara di luglio. La Corea del Sud punta inoltre a una quota più ampia nel programma SAFE da 150 miliardi di euro per gli armamenti, ma oggi le aziende di Paesi terzi non possono superare il 35% del valore finale dei sistemi finanziati, un limite che Seul vorrebbe abbattere e che Bruxelles non sembra ancora pronta a muovere;
  • Sullo sfondo del summit pesa un elemento di geopolitica regionale che non può essere ignorato: la visita di Xi Jinping in queste ore in Corea del Nord, che si inserisce in un contesto di tensioni crescenti nella penisola coreana. Per l'Ue, rafforzare il legame con Seul in questo momento non è solo una scelta economica, è anche un segnale politico preciso verso Pechino e Pyongyang.

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