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Sussidi agricoli italiani da 42 a 20 mld, fondi per la pesca -67%: 16 paesi Ue si oppongono ai tagli del nuovo bilancio

Cos’è successo
Sedici Paesi Ue tra cui l'Italia, hanno inviato una lettera congiunta chiedendo che il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 garantisca risorse sufficienti per la Politica Agricola Comune, la Politica di Coesione e la Politica Comune della Pesca. Il documento denuncia un'anomalia nella proposta della Commissione: coesione, agricoltura e pesca sono le uniche politiche soggette a riduzioni in termini reali, a fronte di un bilancio complessivo che invece cresce.
I numeri sono pesanti: i fondi per la pesca passano da 6,1 miliardi a poco più di 2 miliardi, un taglio del 67% per un comparto da 350.000 occupati e 37 mld di fatturato. Per l'Italia la dotazione PAC rischia di scendere da 42 a 20-37 miliardi. Francia e Germania invece spingono per più risorse su difesa e ricerca.
Perché conta
- I sedici firmatari chiedono un cofinanziamento europeo dell'85% per gli Stati con reddito pro capite sotto la media Ue. Nella proposta attuale, le risorse liberate dai tagli ad agricoltura e coesione vengono reindirizzate verso difesa, ricerca e competitività industriale, le priorità che Germania e Francia spingono nel nuovo QFP. Per l'Italia, che nel ciclo 2021-2027 riceve circa 42 miliardi dalla PAC e circa 50 miliardi dai fondi di coesione, ogni punto percentuale di riduzione si traduce in miliardi sottratti a pagamenti diretti agli agricoltori, infrastrutture rurali e sviluppo del Mezzogiorno;
- La ristrutturazione del QFP da 7 a 4 rubriche di spesa non è solo una semplificazione amministrativa: è un cambio di architettura che ridefinisce le priorità europee. Agricoltura, coesione, pesca e politiche sociali confluiscono in un'unica rubrica — "Coesione, agricoltura e zone rurali, questioni marittime, prosperità e sicurezza" — dove dovranno competere tra loro per le risorse. Nel ciclo precedente avevano contenitori separati e dotazioni protette. Nel nuovo modello, ogni governo nazionale avrà maggiore flessibilità nell'allocare i fondi, il che significa che paesi con agricoltura debole potranno dirottare risorse verso altri capitoli, erodendo ulteriormente la base finanziaria delle politiche alimentari europee;
- I sedici firmatari si dichiarano favorevoli all'emissione di nuovo debito comune per finanziare beni pubblici europei — una posizione che cerca di allargare la torta piuttosto che combattere sulla sua ripartizione.
Adesso
- Il negoziato entrerà nel vivo in autunno: la proposta della Commissione richiede unanimità al Consiglio e ratifica del Parlamento europeo. La lettera dei sedici è il primo segnale di una coalizione che dovrà reggere alle pressioni di Germania e Francia, che puntano in direzione opposta;
- Per l'Italia la PAC è uno strumento di stabilità rurale soprattutto nel Mezzogiorno. I pagamenti diretti compensano la volatilità di gasolio, fertilizzanti ed energia — tutti sotto pressione per Hormuz. Una riduzione dei trasferimenti PAC si tradurrebbe direttamente in aziende agricole non sostenibili nelle aree interne;
- La pesca italiana è la più esposta: le importazioni coprono già tre quarti dei consumi ittici nazionali. Tagliare i fondi accelererebbe il declino della flotta, aumentando la dipendenza dall'estero, esattamente la dinamica che il dibattito sulla sovranità alimentare vorrebbe invertire.