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Spazio civico sotto pressione: Francia, Germania e Italia retrocedono tra le democrazie UE
Cosa è successo?
Secondo un nuovo rapporto di CIVICUS, Francia, Germania e Italia sono state declassate nella categoria “obstructed” per lo stato dello spazio civico, passando da “narrowed”. I tre Paesi, che insieme rappresentano quasi metà della popolazione dell’UE, si collocano ora allo stesso livello dell’Ungheria per restrizioni a libertà di associazione, espressione e protesta pacifica. Il monitoraggio annuale di CIVICUS copre 198 Paesi e territori, classificandoli da “open” a “closed”.
Perché è importante?
Il declassamento segnala un trend strutturale nelle principali democrazie europee. Le violazioni più frequenti includono detenzioni di manifestanti, interruzione di proteste, attacchi a giornalisti, uso eccessivo della forza e delegittimazione pubblica degli attivisti. In Francia, il peggioramento riflette restrizioni cumulative alle proteste e l’uso di norme per sciogliere ONG e intimidire difensori dei diritti. In Germania, CIVICUS parla di deterioramento “allarmante”, legato alla repressione di mobilitazioni su clima, migrazioni e austerità, con pressioni politiche e policing aggressivo. In Italia, nuove leggi del 2025 hanno introdotto decine di nuovi reati e pene più severe anche per proteste pacifiche.
E adesso?
Per i policymaker UE, il messaggio è chiaro: la credibilità normativa e democratica dell’Unione è a rischio se le restrizioni diventano sistemiche. CIVICUS invita i leader europei a invertire la rotta per preservare diritti e spazio civico. Per dirigenti e investitori, l’erosione delle libertà civili aumenta il rischio politico-operativo: proteste, contenziosi e volatilità regolatoria incidono su reputazione, capitale umano e stabilità sociale. La tenuta dello spazio civico non è più un tema valoriale astratto, ma un fattore di competitività e resilienza.