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SoftBank chiede $40 miliardi in prestito per finanziare la scommessa su OpenAI
Cosa è successo
SoftBank sta cercando un prestito fino a $40 miliardi — il più grande mai richiesto dall'azienda in dollari — per finanziare in larga parte i $30 miliardi investiti nell’ultimo round da $110 miliardi di OpenAI. Il prestito, della durata di circa 12 mesi, è gestito da JPMorgan insieme ad altri tre istituti.
S&P ha già risposto abbassando l'outlook creditizio di SoftBank, citando preoccupazioni sulla liquidità.
Masayoshi Son ha venduto la sua intera partecipazione in Nvidia per finanziare la scommessa — per la seconda volta, peraltro.
Nel 2019 aveva ceduto $3,6 miliardi in azioni Nvidia che oggi varrebbero oltre $150 miliardi, una delle storie più citate nel venture capital come esempio di exit prematura.
Lo scorso ottobre l'ha rifatto, liquidando $5,8 miliardi. Sapeva la storia, ma ha venduto lo stesso.
Perché è importante
La lettura più immediata e più superficiale è che il capitale stia ruotando dall'infrastruttura (i chip, le "pale e i picconi") verso il livello applicativo (i modelli, i prodotti). Son che vende il produttore di GPU più redditizio della storia per comprare l'azienda che le GPU le usa sarebbe il segnale di un passaggio di fase, un po' come fu il passaggio da Cisco a Google oltre vent’anni fa.
In realtà la mossa ha più nuance.
SoftBank possiede ancora circa il 90% di Arm, l'azienda che progetta le architetture dei processori su cui gira praticamente tutto, Nvidia compresa.
Le GPU di Nvidia usano core Arm; ma anche i chip custom che OpenAI, Google, Amazon e Meta stanno progettando per aggirare i margini di Nvidia girano su architetture Arm. In pratica, ogni dollaro speso per allontanarsi da Nvidia passa comunque attraverso Arm.
Son non sta abbandonando l'hardware ma tentando di sfilarsi dal layer centrale della stack (le GPU, il livello più visibile e più competitivo) per posizionarsi contemporaneamente sotto, con Arm, e sopra, con OpenAI.
Il centro lo lascia a chi vuole competerselo.
E adesso?
La scommessa di Son dipende largamente dall’IPO di OpenAI, attesa entro fine anno. Se la quotazione dovesse andare bene, i $40 miliardi di debito a 12 mesi si ripagherebbero con l'apprezzamento della partecipazione. Se qualcosa andasse storto — un rallentamento della crescita, un mercato ostile, o più banalmente un ritardo nella quotazione — SoftBank si potrebbe trovare con un bilancio tirato al limite e un outlook creditizio già sotto pressione. Son ha fatto una carriera di scommesse di questa portata. Alcune, come Alibaba, sono entrate nella storia. Altre, come WeWork, pure.