News & BusinessSICUREZZA & RESILIENZA
Sicurezza e resilienza come variabili macroeconomiche
Cosa è successo?
Nel Regional Economic Outlook: Europe (October 2025) del International Monetary Fund, la sicurezza emerge come fattore macro-critico. La spesa per la difesa nei Paesi UE membri della NATO è destinata ad aumentare di circa 0,7% del PIL nei prossimi cinque anni, comprimendo uno spazio fiscale già ristretto. In parallelo, frammentazione commerciale e apprezzamento dell’euro amplificano i rischi al ribasso per esportazioni e investimenti: le imprese più esposte al mercato USA hanno registrato calo azionario significativamente maggiore dopo gli annunci tariffari di aprile 2025. Il FMI segnala inoltre crescenti rischi di insolvenza nei settori più esposti al commercio (acciaio, automotive), con potenziali spillover verso banche e intermediari non bancari.
Perché è importante?
Il punto chiave è l’interazione tra domini prima separati. Difesa, politica commerciale e stabilità finanziaria si stanno fondendo in un unico profilo di rischio macroeconomico. L’aumento della spesa militare riduce margini fiscali; la frammentazione commerciale colpisce profitti e valutazioni; gli shock settoriali possono trasmettersi al sistema finanziario. La resilienza europea non dipende più solo da fondamentali macro, ma dalla capacità di assorbire shock geopolitici senza innescare instabilità finanziaria.
E adesso?
Il FMI raccomanda di rafforzare i buffer macroprudenziali e una vigilanza mirata sui settori più esposti al commercio, anticipando canali di contagio verso il credito. Serve inoltre coerenza tra scelte di sicurezza e architettura macro-finanziaria: pianificare la spesa per la difesa senza compromettere la stabilità, diversificare mercati e catene del valore, e coordinare politiche fiscali, industriali e finanziarie. In assenza di questo allineamento, i rischi geopolitici rischiano di trasformarsi rapidamente in shock macroeconomici sistemici.