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Scontro Pentagono-Anthropic, cosa significa supply-chain risk

5 min di lettura

Cosa è successo

Il governo americano, come ogni ente, si rifornisce da svariate aziende private per le proprie necessità. E, già dal 2024 con l’Amministrazione Biden, il Pentagono aveva siglato dei contratti con Anthropic, l’unica a ricevere l’autorizzazione per l’utilizzo di Claude in contesti classificati. Un accordo che l’Amministrazione Trump aveva confermato lo scorso anno, e che aveva reso Claude via via più innestato in numerose operazioni militari statunitensi, incluse quelle sul campo tramite la piattaforma Maven di Palantir. Tra queste, si rumoreggia, anche la cattura di Maduro, cosa che secondo alcuni avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio dentro Anthropic.
Da lì, in ogni caso, è partita un’escalation rapida: in modo quasi unilaterale, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha preteso che il contratto con Anthropic fosse rinegoziato per permettere all’esercito di utilizzare espressamente gli strumenti di AI “per tutti gli usi leciti”. Anthropic, nella persona del CEO Dario Amodei, si è messa di traverso, chiedendo di escludere due utilizzi specifici: l’impiego in armi completamente autonome e la sorveglianza di massa. Hegseth ha rifiutato, Amodei non si è piegato, e da questa frizione è scoppiato il putiferio.
Normalmente, in un caso del genere, il governo avrebbe potuto legittimamente rescindere il contratto e andare a negoziare con un altro partner. Il problema, per ammissione stessa di uomini del Pentagono, è che Claude era (ed è) fondamentalmente troppo utile — oltre che ormai ben radicato negli strumenti delle varie agenzie governative. Quindi, pur di non assorbire le richieste di Anthropic, Hegseth ha ben pensato di minacciare la designazione a “supply chain risk”, categoria nata per aggirare il rischio che un avversario saboti, subverta o degradi sistemi sensibili, tipicamente nel perimetro della procurement chain governativa. Non una sanzione generale di mercato, quindi — e, per Anthropic, un colpo potenzialmente devastante.
Non solo per un aspetto reputazionale (nessun’azienda americana era mai stata presa neanche in considerazione come rischio per la filiera), ma appunto uno economico: abusando del proprio potere in modi verosimilmente al di sopra della propria autorità, Hegseth ha dichiarato che le aziende che hanno contratti col governo non solo avrebbero dovuto smettere di utilizzare strumenti di Anthropic nell’adempiere alle mansioni stipulate in detti contratti, cioè l’effetto primario dell’entrare nella blacklist, ma di interrompere qualunque tipo di rapporto commerciale con Anthropic tout court. Una mossa di bullismo istituzionale oltraggiosa e ipocrita, oltre che appunto legalmente fragile.
Anthropic non si è piegata, la minaccia del Pentagono si è concretizzata, e adesso l’azienda sta portando il governo in tribunale. Dove avrà buone chance di vittoria, poiché per accertare che Anthropic sia veramente una minaccia per la catena di fornitura, il DoW dovrebbe prima di tutto dimostrare che non esistano misure meno intrusive ragionevolmente disponibili. La cosa, chiaramente, non sta in piedi, ma intanto il danno reputazionale c’è e quello economico anche, con varie aziende che hanno già (spontaneamente o, stando ad alcuni report, sotto pressione esplicita) riducendo o rinunciando del tutto alle transazioni con Anthropic.

Perché è importante

Questo è un primo scontro sul futuro dell’AI. In principio, l’idea che una tecnologia così dirompente e critica non sia nelle mani di un privato — o che perlomeno quel privato non possa dettare al governo come utilizzarla — potrebbe anche essere un’argomentazione valida, meritevole di discussione approfondita. Negli anni a venire se ne dovrà parlare, infatti; questo è fuori di dubbio. Buttare al vento la forza di queste tesi su quello che è palesemente uno scontro ideologico e financo personale (Anthropic, che accoglie diversi membri della ex Amministrazione Biden, è tacciata di essere troppo woke o comunque “di sinistra”) risulta però in un autogol goffo, stupido, e soprattutto profondamente inefficace.
Non ci sono prove che il DoW stesse attivamente lavorando per impiegare Claude in contesti come la sorveglianza di massa o l’utilizzo di armi del tutto autonome. È ovvio, però, che volesse tenersi aperta l’opzione, senza che Anthropic — proprio attraverso Claude — potesse metter loro i bastoni tra le ruote. Ha quindi ben pensato che fosse meglio metterli ad uno degli assoluti campioni del settore che più di ogni altro sta trainando l’economia.

E adesso?

Per un’Amministrazione che ha fatto della deregolamentazione e degli investimenti massicci nel settore un mantra, Anthropic dovrebbe essere un vanto, un esperimento riuscito. Diventa invece vittima di un capriccio fariseo, che ha il non piacevole side effect di rendere il governo un partner potenzialmente tossico per tutti coloro interessati ad averlo nel portfolio clienti. La cherry on top è che il governo ha concesso sei mesi di phase out, potenzialmente estendibili, mentre Claude continua ad essere pienamente impiegato nelle operazioni militari, non da ultimo quelle in Iran. La tipica risposta che si darebbe per un “rischio alla catena di rifornimento”.
In una tragicomica intervista alla CNBC — non si capisce se per ignoranza o spudoratezza — Michael ha fatto cadere anche l’ultima foglia di fico, asserendo che il modo in cui Claude viene addestrato, con la sua “costituzione”, è difforme ai valori della costituzione americana, e che dunque questo conflitto ideologico sarebbe alla base del non permissibile inquinamento della supply chain. Una balla sesquipedale, dacché tutti i frontier model incorporano policy, guardrail, preferenze comportamentali, e una certa idea di che cosa sia una risposta accettabile o di quali limiti non vadano superati. Quella che Anthropic chiama constitution OpenAI la chiama model spec, e gli altri lab in modi diversi ancora. Cambia il lessico, ma non il fatto di fondo, che tra l’altro vede questi insegnamenti come pienamente in linea con i valori occidentali. Se il problema fosse realmente questo, il governo non potrebbe lavorare neanche con OpenAI, con cui ha invece firmato; o con Google, con cui le trattative vanno avanti. Per adesso, però, alla porta c’è solo Anthropic.

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