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Salario giusto, incentivi all'occupazione e caporalato digitale: arriva alla Camera il decreto-legge

Cosa è successo
Il disegno di legge "Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale" (A.C. 2911)è arrivato alla Camera, dopo essere stato approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri e presentato dalla Presidente del Consiglio Meloni insieme ai Ministri Calderone e Roccella.
Il provvedimento si articola in cinque Capi e introduce un pacchetto integrato di misure: incentivi contributivi per assunzioni stabili (bonus donne, bonus giovani under 35, bonus ZES per il Mezzogiorno, incentivo alla trasformazione di contratti a termine), una cornice normativa sul "salario giusto" ancorata alla contrattazione collettiva nazionale stipulata dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, nuovi obblighi di trasparenza retributiva con codice univoco del CCNL applicato, regole sui rinnovi dei contratti scaduti con adeguamento forfettario all'IPCA dopo dodici mesi, e tutele specifiche per i lavoratori delle piattaforme digitali, inclusi i rider, con presunzione di subordinazione in presenza di etero-direzione algoritmica.
Perché è importante
- L'intervento risponde a due esigenze: contrastare il dumping contrattuale e la precarizzazione, e costruire un quadro più uniforme e verificabile per monitorare le retribuzioni effettivamente corrisposte. Gli incentivi all'occupazione stabile vengono condizionati al rispetto del trattamento economico ricavato dalla contrattazione collettiva di riferimento, mentre la vigilanza viene rafforzata tramite l'interoperabilità delle banche dati pubbliche e un nuovo Rapporto nazionale sulle retribuzioni affidato al CNEL;
- Il testo recepisce inoltre gli orientamenti europei in materia di salari minimi adeguati (direttiva UE 2022/2041), trasparenza retributiva (direttiva UE 2023/970) e lavoro tramite piattaforme digitali (direttiva UE 2024/2831), introducendo per la prima volta misure organiche contro il cosiddetto "caporalato digitale": accesso con identità digitale o autenticazione a più fattori, divieto di cessione delle credenziali, limite di un account per codice fiscale, annotazioni obbligatorie nel libro unico del lavoro e formazione base obbligatoria tramite la piattaforma SIISL.
E adesso?
- Il Parlamento inizia ora i lavori su questo provvedimento e ha sessanta giorni di tempo dall'emanazione per convertirlo in legge, durante i quali potranno essere presentati emendamenti al testo.