News & BusinessSICUREZZA & RESILIENZA
Rischi climatici e cyber: una nuova sfida composita per la resilienza assicurativa
Cosa è successo?
Il Global Insurance Market Report di dicembre 2025 dell’International Association of Insurance Supervisors (IAIS) evidenzia una convergenza crescente tra rischi climatici e rischi cyber, che sta trasformando il profilo di vulnerabilità del settore assicurativo. Tra il 22% e il 46% degli attivi dei conti generali degli assicuratori risulta esposto a rischi legati al clima, con forti differenze regionali. Parallelamente, i rischi da catastrofi naturali aumentano sia in frequenza sia in severità, esercitando pressione sulla solvibilità, sui prezzi della riassicurazione e sulla disponibilità delle coperture. A questo si aggiunge l’intensificazione del rischio cyber: le tensioni geopolitiche stanno alimentando il cybercrime, mentre gli assicuratori sono colpiti su due fronti, come operatori vulnerabili a incidenti informatici e come sottoscrittori di polizze cyber. Le autorità di vigilanza segnalano inoltre carenze nella qualità dei dati e nelle metodologie di scenario, che rendono difficile una quantificazione accurata dei rischi.
Perché è importante?
Il punto centrale del rapporto è che clima e cyber non sono più rischi separati o marginali, ma sfide di resilienza a coda lunga che si rafforzano a vicenda. Eventi climatici estremi possono innescare vulnerabilità digitali (blackout, interruzioni infrastrutturali), mentre attacchi cyber possono colpire sistemi critici proprio in contesti di stress climatico o geopolitico. Questa natura composita mette sotto pressione simultaneamente capitale, strutture di riassicurazione e quadri di vigilanza. Ne deriva un aumento dell’incertezza sistemica: modelli costruiti su singole categorie di rischio faticano a catturare interazioni che amplificano le perdite potenziali.
E adesso?
Secondo l’IAIS, la risposta non può limitarsi a rafforzare singole linee di business o requisiti patrimoniali isolati. Gli assicuratori dovranno sviluppare approcci integrati alla gestione dei rischi, migliorando dati, stress test e scenari che combinino clima e cyber. Per i supervisori, la priorità diventa aggiornare i framework di vigilanza affinché tengano conto di rischi composti e altamente incerti. In prospettiva, la resilienza del settore dipenderà dalla capacità di anticipare queste interazioni e di adattare capitale, pricing e riassicurazione a un mondo in cui shock climatici e digitali si manifestano sempre più come rischi sistemici interconnessi, non come eventi eccezionali.