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Quando l’assicurazione amplifica il rischio climatico sistemico

2 min di lettura

Cosa è successo?

Il report Insurance and reinsurance under climate stress dello Stockholm Environment Institute evidenzia come, in un contesto di stress climatico crescente, i meccanismi assicurativi possano diventare un fattore di amplificazione del rischio sistemico anziché di stabilizzazione. Il nodo centrale è il disallineamento temporale e istituzionale: i cicli annuali di underwriting e repricing dell’assicurazione e della riassicurazione entrano in conflitto con la natura multi-decennale del rischio climatico, scoraggiando investimenti di lungo periodo in adattamento. Inoltre, vincoli regolatori sui premi risk-based possono attenuare o ritardare i segnali di rischio, rinviando l’adattamento fino a quando le perdite diventano ingestibili. A questo si aggiunge la crescita degli insurance-linked securities (ILS), che collega sempre più direttamente il rischio climatico ai mercati dei capitali: dopo grandi eventi, la rapida rivalutazione degli investitori può ridurre la capacità assicurativa su scala globale.

Perché è importante?

Il messaggio chiave è che l’assicurazione non è neutrale rispetto alla stabilità sistemica. Se i segnali di prezzo sono distorti o ritardati e la capacità viene ritirata in modo pro-ciclico, il settore può trasmettere lo stress climatico all’economia reale attraverso shock sui premi, restrizioni al credito e maggiore esposizione fiscale del settore pubblico chiamato a colmare i vuoti di copertura. In questo scenario, l’assicurazione smette di funzionare come ammortizzatore e diventa un canale di propagazione del rischio, amplificando l’instabilità invece di ridurla.

E adesso?

L’implicazione è la necessità di integrare l’assicurazione in una governance più ampia del rischio climatico. Servono incentivi e regole che favoriscano segnali di prezzo credibili e graduali, compatibili con l’orizzonte di lungo periodo dell’adattamento, e un coordinamento tra regolazione, finanza pubblica e mercati dei capitali. Senza questo riallineamento, l’espansione di strumenti finanziari legati all’assicurazione e le risposte pro-cicliche del settore rischiano di trasformare il rischio climatico in instabilità macro-finanziaria ricorrente, con costi crescenti per Stati, imprese e cittadini.

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