News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Prezzi negativi record: la transizione elettrica europea entra nella fase della flessibilità
Cosa è successo?
Nel secondo trimestre 2025 il mercato elettrico europeo ha registrato 4.407 ore di prezzi all’ingrosso negativi, in aumento del 6% su base annua, secondo il Quarterly Report on European Electricity Markets della Commissione europea. Il fenomeno si è concentrato soprattutto nei mesi primaverili: aprile (1.836 ore) e maggio (2.177) hanno superato i livelli del 2024, mentre solo giugno ha mostrato una contrazione marcata. I prezzi negativi si manifestano soprattutto nei sistemi ad alta penetrazione di rinnovabili, come la Svezia, quando domanda debole e forte produzione solare ed eolica si combinano con la rigidità di parte del parco di base, in particolare nucleare e lignite, che resta online anche in eccesso di offerta.
Perché è importante?
L’aumento dei prezzi negativi segnala che il problema non è più il costo delle rinnovabili, ma l’inflessibilità del sistema. In assenza di accumuli, risposta della domanda e reti adeguate, l’energia pulita in eccesso non riduce i costi complessivi, ma distrugge valore di mercato, comprimendo i ricavi degli operatori e disincentivando nuovi investimenti. Questo rischia di rallentare la transizione proprio nella fase in cui la capacità rinnovabile continua a crescere.
E adesso?
La sostenibilità economica della transizione dipenderà sempre più dalla capacità di assorbire e spostare l’energia nel tempo e nello spazio. Servono accelerazioni su storage di breve durata, demand response, elettrificazione flessibile e potenziamento delle reti. Senza questi elementi, ogni ulteriore megawatt rinnovabile rischia di amplificare volatilità e inefficienze, trasformando un successo tecnologico in un problema di mercato.