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OpenAI ridimensiona (un po') le ambizioni

2 min di lettura

Cosa è successo?

OpenAI è in fase avanzata di chiusura di un mega-round di finanziamento che potrebbe superare i 100 miliardi di dollari, con una valutazione pre-money di $730 miliardi. Tra gli investitori strategici c’è naturalmente Nvidia, che sostituisce il precedente accordo da $100 miliardi (mai andato oltre la lettera d'intenti) con un investimento diretto da 30 miliardi in equity; SoftBank, per altri $30 miliardi; e Amazon, che potrebbe arrivare fino a $50 miliardi nell'ambito di una partnership più ampia che include l'uso dei modelli. A completare il quadro, MGX (fondo tech di Abu Dhabi) e Microsoft dovrebbero contribuire con ulteriori fondi.

Perché è importante?

La notizia non è solo il round in sé — ormai i numeri dell'AI hanno anestetizzato un po' tutti — ma il segnale che lo accompagna. OpenAI ha comunicato agli investitori un piano di spesa in infrastrutture da circa 600 miliardi di dollari entro il 2030, un netto ridimensionamento rispetto agli 1,4 trilioni sbandierati nella seconda metà del 2025, quando l'azienda aveva annunciato una raffica di accordi con chipmaker e cloud provider. Dopo mesi in cui il settore ha alimentato dubbi sulla sostenibilità della corsa all'AI — con i titoli tech americani in calo del 17% dall'inizio dell'anno — OpenAI sta cercando di legare più strettamente le spese alle prospettive di ricavo. Che rimangono da capogiro: la proiezione è di oltre $280 miliardi di revenue nel 2030, divisi in parti quasi uguali tra consumer ed enterprise. Numeri che partono da una base robusta, ma che tengono conto di un’impennata: nel 2025 i ricavi sono stati di $13,1 miliardi (sopra il target di 10), bruciando $8 miliardi di cassa (sotto il target di 9).

E adesso?

Il passaggio dal deal Nvidia da 100 miliardi a uno da 30 è emblematico di una fase in cui le dichiarazioni d'intenti lasciano spazio ad accordi più concreti e meno circolari — un punto su cui diversi analisti avevano sollevato perplessità, notando come le strutture di questi mega-deal tendessero a legare insieme fornitori, clienti e investitori in modi rischiosamente autoreferenziali. ChatGPT, intanto, ha superato i 900 milioni di utenti settimanali attivi, in crescita rispetto agli 800 di ottobre. E il prodotto di coding, Codex, ha raggiunto 1,5 milioni di utenti settimanali, in competizione diretta con Claude Code di Anthropic.

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