News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Off-grid rinnovabili: una seconda traiettoria strutturale della transizione energetica
Cosa è successo?
Secondo International Renewable Energy Agency (Off-Grid Renewable Energy Statistics 2025), la capacità globale di rinnovabili off-grid è quasi triplicata tra il 2019 e il 2024, passando da circa 704 MW a 1,7 GW. La crescita è concentrata in Africa e Asia, non nei Paesi OECD. Il solare guida quasi tutte le nuove installazioni (solar lights, solar home systems, mini-grid), mentre l’idroelettrico off-grid resta legato a stock esistenti e a vincoli geografici. Oggi decine di milioni di persone dipendono stabilmente da soluzioni off-grid per l’accesso energetico di base (Tier 1–2), soprattutto in Africa subsahariana e Asia meridionale.
Perché è importante?
I dati indicano una biforcazione della transizione energetica. Nei Paesi avanzati, la transizione significa decarbonizzare sistemi elettrici maturi e affidabili. In gran parte del Sud globale, invece, significa costruire sistemi energetici per la prima volta, spesso fuori dalla rete. L’off-grid non è più un ponte temporaneo verso l’elettrificazione tradizionale, ma una risposta economicamente razionale a dispersione geografica, limiti fiscali e tempi lunghi di espansione delle reti.
E adesso?
L’insight strutturale è chiaro: le rinnovabili off-grid costituiscono una traiettoria parallela e permanente della transizione. Per policymaker e investitori, questo richiede un cambio di paradigma su pianificazione, regolazione e finanza: meno focus sull’“arrivo alla rete”, più attenzione a modelli decentralizzati scalabili. Per centinaia di milioni di persone, l’end-state energetico potrebbe non essere la rete nazionale, ma un sistema distribuito per definizione.