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Nvidia vede $1 trilione di ordini. Wall Street fa spallucce
Cosa è successo
Al GTC di San Jose, il CEO di Nvidia Jensen Huang ha raddoppiato le stime di domanda per i chip Blackwell e Vera Rubin: da $500 miliardi per il 2026 ad “almeno” $1 trilione nel 2027. Un anno in più nell'orizzonte, il doppio del volume. Il titolo ha guadagnato fino al 4.8% intraday, poi ha restituito quasi tutto, chiudendo a +1.6%.
Tra gli annunci del keynote: la disponibilità in produzione della piattaforma Vera Rubin (sette chip, cinque rack, endorsement di OpenAI, Anthropic e Meta); il Groq 3 LPU, primo chip inference nato dalla semi-acquisizione di Groq a dicembre; NemoClaw, il toolkit per portare OpenClaw in ambito enterprise; partnership automotive con Uber, BYD, Nissan, Hyundai e altri; e, in chiusura, chip per data center orbitali.
Perché è importante
Il gap tra i numeri quasi senza senso di Nvidia e la reazione del mercato si sta istituzionalizzando. L'azienda ha chiuso l'ultimo trimestre a $68 miliardi di ricavi, i trimestri consecutivi di crescita sopra il 55% sono arrivati a 11 e la guidance per il prossimo è di $78 miliardi. Eppure il titolo ha perso il 3.4% da inizio anno.
Perché?
Nvidia ha costruito un'aspettativa di crescita così costante da rendere ogni risultato, per quanto straordinario, il nuovo minimo atteso. E anche a fronte di una domanda reale, gli investitori faticano a stare a proprio agio pensando all’orizzonte più lungo.
Huang chiaramente punta sull'inference: l'AI non serve più solo a rispondere a una domanda su un chatbot, ma ad eseguire task autonomi per ore, giorni — presto settimane e anche di più.
Lo abbiamo raccontato, del resto, che gli agenti che girano su Claude Code, su OpenClaw o sulle pipeline di ricerca farmaceutica di Roche generano ordini di grandezza in più di token rispetto a un chatbot. Quindi, se la tesi regge, la domanda non solo è strutturale, ma in accelerazione.
L'acquisizione di Groq, il toolkit per OpenClaw, il Vera CPU come processore dedicato ai workload agentici: tutti i pezzi annunciati ieri puntano nella stessa direzione. Il mercato, dicevamo, è però ancora guardingo. Il 60% del fatturato Nvidia dipende dai cinque hyperscaler più grandi; una concentrazione che aggiunge un layer di rischio a qualsiasi proiezione pluriennale. E la previsione da $1 trilione supera già il consensus degli analisti sul fatturato totale di Nvidia fino al 2028 fiscale, stimato attorno a $835 miliardi.
E adesso?
Vera Rubin inizierà ad arrivare nei data center nella seconda metà del 2026, mentre l’anno successivo dovrebbe essere il turno di Kyber, l’architettura basata sulla prossima generazione di GPU — ”Feynman” — il cui prototipo Huang ha mostrato al pubblico della HTC.
Il ciclo di innovazione sta indubbiamente accelerando. Per Nvidia resta da capire quanto la valutazione — $4.5 trilioni — potrà continuare a crescere o anche solo rimanere sostenibile in un quadro in cui proprio tutti quegli hyperscaler stanno cercando, contemporaneamente, di ridurre la propria dipendenza da lei.