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Nvidia supera i $200 miliardi annui; il mercato fa spallucce
Cosa è successo?
Nvidia ha chiuso il quarto trimestre fiscale con $68,1 miliardi di ricavi (+73% anno su anno), di cui $62,3 dai data center (+75%). L'utile netto è quasi raddoppiato a $43 miliardi; il margine lordo è al 75%. L'anno fiscale 2026 si chiude a $215,9 miliardi — il primo sopra la soglia dei 200 — con un utile netto di $120 miliardi. La guidance per il prossimo trimestre è di $78 miliardi, circa il 7% sopra il consensus di Wall Street. Il titolo in after-hours si è mosso di poco: alcuni analisti puntavano a $80 miliardi, e $78 non è bastato a entusiasmare.
Perché è importante?
Jensen Huang ha usato la earnings call per riposizionare Nvidia come dominatore assoluto dell'inference, non più solo del training. La formula è esplicita: generare token richiede compute, il compute si traduce in crescita, la crescita si traduce in ricavi. La CFO Colette Kress ha aggiunto che l'adozione dell'agentic AI sta accelerando e che i token sono profittevoli; il che crea urgenza nello scalare la capacità di calcolo. Non è un caso: tutto ciò che il settore sta costruendo questa settimana (dai workflow multimodello di Perplexity Computer agli agenti autonomi come OpenClaw o Claude Cowork) consuma inference a un ritmo che nessun singolo modello avrebbe generato un anno fa. Nvidia sta dicendo che quella domanda è il suo nuovo motore di crescita, e i numeri per ora le danno ragione.
- Il paradosso è che numeri che due anni fa sarebbero stati impensabili vengono accolti come il minimo sindacale. Nvidia è intrappolata nelle proprie aspettative: deve battere il consensus per non deludere, e neanche batterlo basta più. I quattro hyperscaler (Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft) prevedono capex combinati che potrebbero avvicinarsi ai $700 miliardi nel 2026; i megadeal pluriennali con Meta e AMD annunciati nelle scorse settimane vengono offerti come prova che la domanda è strutturale, ma la natura circolare di alcune di queste transazioni, con fornitori e clienti che prendono partecipazioni l'uno nell'altro, continua a sollevare dubbi.
E adesso?
Ci sono due macro variabili aperte. La prima è la Cina: la guidance da $78 miliardi non include nemmeno un dollaro di ricavi data center dal Paese. Nvidia ha ottenuto una licenza per spedire piccole quantità di chip H200, ma ad oggi ne ha venduti zero, dacché servono ispezioni americane prima della spedizione e un dazio del 25% all'ingresso. È un buffer di upside potenzialmente enorme o una perdita strutturale permanente; in entrambi i casi, è la parte della storia che nessuno riesce ancora a quantificare. La seconda è la memoria: la carenza globale di chip HBM sta facendo lievitare i prezzi e rallentando le consegne. Il gaming, cuore di Nvidia fino a pochi anni fa, è calato del 13% rispetto al trimestre precedente perché la memoria viene dirottata sui processori AI. I primi campioni della piattaforma Vera Rubin, la prossima generazione dopo Blackwell, sono stati spediti ai clienti questa settimana — con la promessa di un costo per token inferiore di un altro ordine di grandezza.