Policy NewsCAMBIAMENTO DEMOGRAFICO
Natalità, governo in difesa: servono politiche strutturali e di lungo periodo
Cosa è successo?
Durante il question time alla Camera, la ministra Eugenia Roccella ha risposto a un’interrogazione del PD sulle misure per contrastare il declino demografico. Ha definito la natalità un progetto «di lunga durata», segnato da decenni di scarsa attenzione politica: pur avendo un tasso di natalità simile agli anni ’90, oggi l’Italia registra molti meno bambini per via della riduzione delle coorti di donne in età fertile. La ministra ha rivendicato l’impegno dell’attuale governo, ricordando l’istituzione di un ministero dedicato e 6 miliardi stanziati tra bilanci recenti per sostegni economici, conciliazione vita-lavoro e servizi.
Perché è importante?
Il nodo demografico è diventato un vincolo strutturale per crescita, welfare e sostenibilità del sistema Paese. Roccella ha citato l’aumento del 19,8 mld destinato all’assegno unico (+9,5% sul 2023), il bonus nuovi nati e il rafforzamento dei congedi parentali, con retribuzioni salite dal 30% all’80% e crescita di utilizzo (+10% madri, +40% padri).
E adesso?
La sfida sarà trasformare questi interventi in politiche stabili, ampliando servizi territoriali e misure di lungo periodo. Senza continuità finanziaria e un sostegno più forte alle famiglie giovani, l’inversione del trend resterà difficile.