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Microsoft: Xbox cambia tutto, ma la direzione è incerta

4 min di lettura

Phil Spencer, capo della divisione gaming di Microsoft da dodici anni e veterano dell'azienda da 38, è andato in pensione. Con lui esce anche Sarah Bond, presidente di Xbox e fino a poche settimane fa la sua erede designata. Al posto di entrambi, Satya Nadella ha promosso Asha Sharma, fino a quel momento presidente di CoreAI Product (la divisione AI enterprise di Microsoft) e senza alcuna esperienza nell'industria dei videogiochi. Matt Booty, responsabile degli studi di sviluppo, è stato promosso a chief content officer. Nel suo primo memo interno, Sharma ha promesso "il ritorno di Xbox" a partire dalla console, impegnandosi a non inseguire efficienza di breve termine e a non inondare l'ecosistema di "slop AI senz’anima". Poi ha chiesto consigli su X su quale gioco provare per primo.

Perché è importante

Il cambio di leadership arriva nel momento peggiore per i numeri di Xbox. Nel secondo trimestre fiscale 2026 i ricavi gaming di Microsoft sono calati del 9%, con l'hardware a -32% e i content & services — la voce che include Game Pass — a -5%, sotto le attese della stessa azienda. Il calo dell'hardware dura da tre anni fiscali consecutivi. Game Pass, il servizio in abbonamento su cui Spencer aveva scommesso il futuro della divisione, non aggiorna il conteggio degli abbonati dal 2024, quando era fermo a 34 milioni; l'obiettivo interno di 100 milioni entro il 2030, emerso durante il processo antitrust FTC, appare ormai irrealistico. Nel frattempo, il prezzo di Game Pass Ultimate è salito del 50% a $30 al mese (€27/mo in Italia), e mettere Call of Duty in abbonamento dal day one avrebbe bruciato circa 300 milioni di dollari in mancate vendite dirette. Tutto questo dopo acquisizioni per circa $76 miliardi (Bethesda e Activision Blizzard) che dovevano alimentare la crescita del servizio.

Il problema è che Xbox non è fallita dentro un'azienda in difficoltà. Microsoft ha chiuso lo stesso trimestre a $81,3 miliardi di ricavi (+17% YoY), trainata da cloud e AI. La divisione gaming è l'anomalia, l'unica voce in contrazione significativa. Ed è l'ultimo brand consumer rilevante rimasto a Microsoft: Surface è scivolato verso il commercial, Windows non genera più entusiasmo. Come ha osservato Tom Warren di The Verge, se Microsoft perde anche Xbox, non ha più alcun punto di contatto diretto con i consumatori — il che, nell'era dell'AI, significa anche perdere un canale per raggiungere utenti al di fuori dell'enterprise.

La scelta di Sharma ha senso se la si legge nel contesto delle sue competenze: platform scaling (Instacart), user acquisition (Meta), operazioni a scala globale. In principio, esattamente le skill necessarie per far funzionare la strategia "Xbox Everywhere" che Spencer aveva delineato ma non era riuscito a eseguire. Ma se per Nadella ogni problema e/o strategia è riconducibile alla genAI, non è difficile immaginare che l’obiettivo segreto di Sharma possa essere proprio accompagnare Xbox verso il tramonto. I piani sul nuovo hardware, fin qui apparentemente in stadio già avanzato (Xbox Series X/S è arrivata sul mercato sei anni fa, in linea con i cicli precedenti), saranno un po’ la cartina al tornasole.

E adesso?

Sharma ha promesso annunci hardware imminenti, novità al GDC di marzo e allo showcase di primavera. Il prossimo Xbox, però, sarà verosimilmente più simile a un PC — un dispositivo OEM con un'interfaccia proprietaria che avvia Game Pass, in competizione diretta con lo Steam Deck e i suoi derivati. Se funziona, Xbox potrebbe diventare una piattaforma software su hardware diffuso. Se non funziona, resta il piano B: “ridursi” a essere il più grande publisher di videogiochi al mondo (Minecraft e Candy Crush generano abbastanza ricavi ricorrenti senza bisogno di una console). In entrambi i casi, la vera domanda non è se “Xbox” sopravvive (il brand ha valore), ma se Microsoft è ancora disposta a investire l'attenzione dei vertici e il capex necessari per competere in un settore che non è più al centro della sua strategia. Finora, ogni volta che l'AI ha bussato alla porta, il gaming ha ceduto il passo.

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