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Michelangelo Dome: l’Italia entra nella nuova era della difesa aerea europea
Cosa è successo?
Leonardo ha presentato il “Michelangelo Dome”, un sistema di difesa aerea multilivello progettato per rispondere all’evoluzione delle minacce contemporanee: missili balistici e da crociera, droni singoli e sciami UAV, razzi e vettori ad alta manovrabilità. L’architettura integra radar AESA di nuova generazione, sensori multi-dominio, capacità di comando e controllo (C2) ad alta resilienza e una gamma di intercettori stratificati dal corto al medio-lungo raggio. Il sistema è modulare e pensato per la protezione di infrastrutture critiche — porti, nodi energetici, hub industriali e aree urbane — con avvio dell’implementazione operativa previsto dal 2028, dopo test progressivi e certificazioni NATO.
Perché è importante?
Il Michelangelo Dome risponde a un vuoto strutturale europeo: la carenza di difese aeree integrate contro minacce saturanti e a basso costo. In un contesto di guerre ibride e pressione geopolitica crescente, il progetto riduce la dipendenza da soluzioni extra-UE, rafforza l’autonomia industriale europea e si allinea agli standard NATO, migliorando l’interoperabilità tra alleati. È anche un segnale industriale: l’Italia punta a posizionarsi come fornitore chiave nella nuova architettura di sicurezza continentale.
E adesso?
La sfida è esecutiva. Servono rispetto rigoroso della roadmap, investimenti continui e integrazione del sistema in programmi cooperativi UE e NATO. Se il percorso sarà mantenuto, il Michelangelo Dome può diventare uno degli asset europei di riferimento nella difesa aerea multilivello, con ricadute strategiche, industriali e tecnologiche di lungo periodo.