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Meta sceglie Dina McCormick: una nomina che intreccia Big Tech e sicurezza nazionale
Cosa è successo?
Meta ha nominato Dina McCormick presidente e vicepresidente del consiglio di amministrazione. La manager vanta un profilo fortemente istituzionale: è stata vice consigliera per la Sicurezza nazionale sotto Donald Trump, senior advisor alla Casa Bianca e assistente del segretario di Stato Condoleezza Rice durante la presidenza di George W. Bush.
Perché è importante?
La scelta segnala un ulteriore spostamento di Meta verso un modello di governance in cui tecnologia, sicurezza nazionale e geopolitica convergono. Affidare la presidenza del board a una figura con un background così marcato in politica estera e sicurezza indica che il gruppo considera ormai strutturali le pressioni regolatorie, i rischi geopolitici e il ruolo delle piattaforme digitali come infrastrutture critiche. Non è solo una nomina manageriale, ma un messaggio ai governi: Meta intende parlare il linguaggio della sicurezza e dell’interesse strategico, non solo quello dell’innovazione.
E adesso?
La presenza di McCormick rafforzerà il peso delle valutazioni geopolitiche nelle decisioni del board, dal rapporto con le autorità statunitensi ed europee alla gestione di dati, AI e contenuti sensibili. Per i regolatori, Meta si presenta sempre più come un attore quasi-istituzionale; per gli investitori, come una Big Tech che si prepara a operare stabilmente in un contesto di conflitto normativo e strategico permanente.