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Meta riorganizza (di nuovo) l'AI con la divisione Applied AI Engineering

3 min di lettura

Cosa è successo

Meta ha annunciato la creazione di una nuova organizzazione interna dedicata all'ingegneria AI applicata, guidata da Maher Saba, attualmente vice president in Reality Labs. Il gruppo, che riporterà direttamente al CTO Andrew “Boz” Bosworth, lavorerà in tandem con il Meta Superintelligence Labs (MSL) di Alexandr Wang, l'ex CEO di Scale AI chiamato la scorsa estate a guidare lo sviluppo dei modelli di frontiera. L'obiettivo dichiarato è costruire "il motore dati che aiuta i nostri modelli a migliorare, più velocemente". In concreto, due team distinti: uno focalizzato su interfacce e strumenti interni, l'altro sulla generazione di dati, valutazioni e feedback da reimmettere nel ciclo di addestramento. La struttura sarà ultra-piatta, con un rapporto manager-dipendenti fino a 1:50.

Perché è importante

Il memo interno di Saba cita esplicitamente gli "eccellenti guadagni" ottenuti dal reinforcement learning e dal post-training come motivazione per accelerare. Un segnale coerente con ciò che sta accadendo nel settore: la corsa ai modelli si sta spostando dalla scala dell'addestramento iniziale alla qualità di ciò che viene dopo, ossia dati, eval, reinforcement learning, iterazione continua. E non è un caso che a guidare i Superintelligence Labs ci sia proprio Wang, che aveva costruito Scale AI sulla tesi che i dati, più che il (solo) compute, fossero il vero collo di bottiglia. Adesso ha un'intera organizzazione complementare che gli cresce attorno.

La struttura 1:50 è altresì interessante. Nell'ultima earnings call, Zuckerberg ha dichiarato che Meta sta "elevando i singoli contributori e appiattendo i team", aggiungendo che progetti che prima richiedevano grandi gruppi oggi vengono completati da una sola persona particolarmente capace. È filosofia organizzativa, certo, ma anche l'ammissione implicita che l'AI sta già cambiando il modo di lavorare dentro le stesse aziende che la producono (in piena sintonia con Dario Amodei, Anthropic e Claude Code, che echeggiano sentimenti analoghi in questi giorni).

E adesso?

Meta sembra essere in una fase di riassetto quasi permanente — i Superintelligence Labs sono di luglio scorso, questa org è di oggi, e i modelli su cui Wang sta lavorando (nome in codice Avocado e Mango) sono ancora attesi. Zuckerberg ha però promesso a gennaio che i primi frutti arriveranno "nei prossimi mesi", e al netto della ristrutturazione continua il capex non mente: Meta sta investendo cifre enormi sull'AI, e complici le acquisizioni talent del 2025 (anche se la perdita di Ruoming Pang, solo una settimana fa, ricorda quanto sia volatile il mercato dei ricercatori di punta), il 2026 sarà l'anno in cui tornerà sull'agenda in un modo o nell'altro. Quanto riuscirà ad essere competitiva è tutto da dimostrare; darla per spacciata o dimenticarsene, però, sarebbe un errore.

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