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Meta e Nebius: $27 miliardi per il compute che non si costruisce abbastanza in fretta
Cosa è successo
Meta ha firmato con Nebius un accordo da $12 miliardi in capacità AI dedicata — basata su una delle prime implementazioni su larga scala della piattaforma Vera Rubin di Nvidia — con un'opzione di acquisto su ulteriori $15 miliardi nei prossimi cinque anni. Il contratto complessivo vale fino a $27 miliardi e le consegne partono dal 2027.
La settimana scorsa Nvidia aveva già investito $2 miliardi in Nebius per l'8.3% della società; a novembre era stato firmato un primo accordo con la stessa Meta, da $3 miliardi; a settembre uno con Microsoft da $17.4 miliardi.
Perché è importante
Meta ha appena annunciato "Meta Compute", il programma per costruire decine di gigawatt di capacità propria "in questo decennio" — e allo stesso tempo sta tappezzando il mercato dei neocloud con contratti miliardari. CoreWeave, ora Nebius, ma anche Google: solo nell'ultimo trimestre l’azienda ha aggiunto circa $50 miliardi in impegni di leasing. Una contraddizione solo apparente, dacché i data center proprietari richiedono anni di permessi, costruzione, allacciamenti energetici e trafile burocratiche varie. Un contratto come quello con Nebius consegna invece GPU operative già nel 2027, su hardware Vera Rubin che nemmeno Nvidia ha ancora spedito su scala. Velocità e ownership propria sono obiettivi separati su orizzonti temporali diversi, e Meta — giocoforza, per restare competitiva — li persegue in parallelo.
Nebius di per sé ha chiuso il quarto trimestre del 2025 con $228 milioni di ricavi e una perdita netta di $250 milioni; a fine anno era a $1.25 miliardi di ARR. Ora punta a $7-9 miliardi entro la fine del 2026.
Un neocloud giovane, in perdita, che firma contratti per decine di miliardi, con un modello che (almeno su carta) funziona perché i contratti a lungo termine con hyperscaler come Meta e Microsoft diventano sostanzialmente collaterale: permettono cioè di raccogliere capitale che finanzia la costruzione dei data center che genera la capacità venduta.
La partecipazione di Nvidia aggiunge il layer mancante, garantendo credibilità finanziaria al neocloud, che compra i suoi chip, e in cambio ottiene equity in un cliente che crescerà proporzionalmente alla domanda di GPU. È la stessa struttura già vista con CoreWeave e Nscale, per cui il valore circola tra fornitore, infrastruttura e cliente in modi che rendono sempre più difficile separare l'investimento strategico dalla normale relazione commerciale.
E adesso?
Nebius è quotata al Nasdaq, con una capitalizzazione di $28.6 miliardi e un roboante +35% da inizio anno (e +400% negli ultimi dodici mesi). Citi ha iniziato la copertura con un “buy” lunedì mattina; il mercato sta prezzando la domanda di compute AI come strutturale e duratura e, per ora, i numeri supportano la teoria. La domanda aperta è quanto reggerà il modello capacity-forward se, a un certo punto, la domanda dovesse anche solo rallentare.