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Meta annuncia quattro nuovi chip in due anni per ridurre la dipendenza da Nvidia
Cosa è successo
Meta ha svelato una roadmap molto più ambiziosa del previsto per la sua famiglia di accelerator MTIA: quattro nuove generazioni di chip nei prossimi due anni, con una cadenza di rilascio che punta a stare sotto i sei mesi. Il baricentro, almeno per ora, resta chiaro: recommendation e ranking prima, GenAI inference poi. Nel frattempo l’azienda continua a comprare enormi quantità di GPU da Nvidia e AMD, ma presenta sempre più apertamente il custom silicon come parte strutturale della propria infrastruttura AI.
Perché è importante
Quasi tutti i grandi hyperscaler, in forme diverse, stanno cercando di ritagliarsi una quota più ampia della stack; l’idea dell’in-house silicon non è certo nuova. Con queste nuove soluzioni, però, Meta cerca di ridurre una dipendenza che oggi pesa su prezzi, tempi, disponibilità e capacità di adattare l’hardware ai propri workload. Come tanti suoi competitor, infatti, non sta certo dichiarando guerra a Nvidia (non potrebbe in ogni caso).
Gli ultimi mesi ci hanno raccontato di un forte ridimensionamento (o addirittura cancellazione) del chip pensato per il training e degli accordi da $100B anche con AMD per le GPU dedicate al training. Motivo per cui, per MTIA, Meta ha scelto il terreno meno romantico e più credibile: partire dai workload che conosce meglio (recommendation, ranking), che scala su miliardi di utenti e che hanno un ritorno economico immediato. Poi, in seconda battuta, inferenza.
Nei suoi stessi blogpost Meta insiste poi molto sul fatto che i cicli classici dell’hardware non bastano più, con workload che cambiano troppo in fretta, modelli si trasformano di continuo, e progettazione di chip con orizzonti lunghi che rischia di lasciarti sempre un passo indietro. La roadmap serrata di MTIA prova a rispondere proprio a questo problema.
E adesso?
Meta è in una posizione particolare: pienamente tra gli hyperscaler se consideriamo il capex, ma ancora un po’ a mani vuote in termini di prodotti di successo lanciati. Gli acceleratori MTIA sono una mossa strategica anche in questo senso, dacché qualora la strategia AI globale dovesse fallire, i chip non resteranno certo fermi nei data center. Ora, però, è il momento di scoprire le carte in tavola (su tutti i modelli “Mango” e “Avocado”, menzionati più volte), e vedere se Zuckerberg e compagnia possono tornare sulla frontiera anche per ciò che riguarda i modelli. Se la risposta dovesse essere sì, gli MTIA saranno solo che d’aiuto.