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Lo scenario Citrini e un mercato che non sa leggere l'AI
Cosa è successo?
Citrini Research, una boutique di ricerca finanziaria poco conosciuta, ha pubblicato domenica uno scenario di fiction speculativa ambientato nel giugno 2028, diventato subito virale: l'AI ha successo a tal punto da rendere obsoleto il lavoro white-collar, innescando una spirale in cui le aziende tagliano personale, reinvestono in AI e la domanda aggregata crolla mentre la produttività esplode. I mercati hanno reagito come se fosse un'analisi, non un esercizio narrativo: IBM -13% (peggior seduta dal 2000), DoorDash e American Express oltre -6%, Visa e Mastercard oltre -4%.
Perché è importante?
Il pezzo ha un pregio raro: prende sul serio l'ipotesi che il successo dell'AI possa essere bearish per l'economia nel suo complesso.
- La catena causale — displacement del lavoro cognitivo → crollo dei consumi → crisi del credito → contagio ai mutui — tocca meccanismi reali. Il problema è che li fa accadere tutti, simultaneamente, in 28 mesi, dentro un'economia che non reagisce, non si adatta e non crea nulla di nuovo. È un modello che distrugge in alta definizione e crea a risoluzione zero.
- C'è un "mood mancante" evidente: nello scenario le frizioni si azzerano e la produttività esplode, eppure il surplus scompare nel vuoto. Ogni dollaro che un intermediario perde è in realtà più di un dollaro che il consumatore risparmia. E c'è un vincolo materiale ignorato: per agenti AI always-on su centinaia di milioni di utenti entro il 2027 servirebbe una quantità di compute che non esiste e non può essere prodotta e distribuita in quei tempi.
- Liquidare il tutto come "AI doomerism", però, rischia di essere un errore speculare. L'inerzia istituzionale non è una legge della fisica: è il motivo per cui gli agenti immobiliari esistono ancora nonostante internet, ma è anche ciò che rallenta l'adattamento quando davvero serve. Dal dibattito emerge poi una distinzione che lo scenario non coglie: molte aziende SaaS non vendono software, vendono responsabilità — e quel moat è molto più resistente, anche se non eterno.
E adesso?
Il dato più significativo è forse proprio la reazione. Il fatto che un esercizio speculativo abbia provocato la peggior seduta di IBM in 25 anni dice qualcosa di profondo: i mercati stanno prezzando l'AI senza avere i framework per farlo, oscillando tra euforia e panico a seconda dell'ultimo stimolo narrativo. Le istituzioni non sono messe meglio: come evidenziato la scorsa settimana, nessuno richiede alle aziende di frontiera di dimostrare che i propri sistemi siano sicuri, né dispone degli strumenti per verificarlo. Il rischio più concreto non è lo scenario di Citrini. È che il divario tra la velocità del progresso e quella dell'adattamento continui ad allargarsi.