News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Leva decisiva del fotovoltaico: non-residenziale, non nelle abitazioni
Cosa è successo?
Il secondo risultato chiave dello studio pubblicato su Nature Energy (Mapping Europe’s rooftop photovoltaic potential with a building-level database) riguarda la distribuzione reale del potenziale fotovoltaico sui tetti in Europa. I dati mostrano che gli edifici non residenziali (capannoni industriali, centri commerciali, edifici pubblici e grandi strutture di servizio) concentrano 519 GWp di capacità installabile, pari a circa 607 TWh/anno di produzione. Gli edifici con superficie superiore ai 2.000 m², da soli, rappresentano circa il 25% del potenziale totale. In molti Stati membri, il solo segmento non residenziale sarebbe sufficiente a coprire oltre il 50% degli obiettivi fotovoltaici nazionali al 2030, e in diversi casi oltre il 95%, senza coinvolgere il patrimonio residenziale.
Perché è importante?
Questi risultati indicano che la transizione fotovoltaica europea è concentrata e sequenziale, non diffusa in modo uniforme. Una quota relativamente ridotta di edifici grandi può generare una parte sproporzionata dei benefici climatici. Ciò ridimensiona l’idea che la decarbonizzazione dipenda primariamente dall’adozione di massa da parte dei cittadini e sposta l’attenzione su scelte di policy mirate. Inoltre, il potenziale medio di 1,27 kWp pro capite sui tetti non residenziali è già sufficiente, in molti Paesi, a soddisfare gli obiettivi di REPowerEU.
E adesso?
La priorità per i decisori pubblici è chiara: anticipare e accelerare il fotovoltaico sui tetti non residenziali, come già previsto dalla direttiva EPBD e dall’EU Solar Rooftop Initiative. Questo consente installazioni più rapide, minori ostacoli autorizzativi e ritorni economici più prevedibili. Il fotovoltaico residenziale resta essenziale per equità e consenso sociale, ma l’impatto sistemico della transizione passa prima dai grandi tetti.