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Le perdite assicurate globali da catastrofi toccano 91 miliardi nei primi 9 mesi, il minimo dal 2019

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Le perdite assicurate globali da catastrofi toccano 91 miliardi nei primi 9 mesi, il minimo dal 2019

Cos’è successo

Secondo il report trimestrale di Aon pubblicato il 29 ottobre, le perdite assicurate globali da disastri naturali nei primi nove mesi del 2026 sono scese a 91 miliardi di dollari — il totale più basso sui nove mesi dal 2019, pur restando il 3% sopra la media del XXI secolo (88 miliardi) ma ben sotto la media degli ultimi cinque anni (135 miliardi).

Il solo terzo trimestre ha totalizzato 29 miliardi, il 31% sotto la media di lungo periodo. Il dato è coerente con quello di Gallagher Re, che la settimana scorsa aveva stimato 92 miliardi secondo la propria metodologia.

Perché conta

  • Le tempeste convettive severe (SCS) restano il principale motore delle perdite, con circa 55 miliardi di dollari a livello globale — gli Stati Uniti da soli hanno generato 56 miliardi di perdite assicurate totali, di cui oltre 43 miliardi proprio da SCS, confermando quanto questo rischio un tempo considerato “secondario” sia ormai strutturale nei bilanci assicurativi;
  • Non tutte le aree del mondo hanno beneficiato della stessa tregua: la Francia ha registrato circa 5 miliardi di dollari di perdite assicurate da siccità, mentre un terremoto in Colombia ad agosto ha generato 9,6 miliardi di perdite economiche, di cui 1,9 miliardi assicurate — a dimostrazione che il dato aggregato benigno nasconde comunque eventi locali significativi;
  • Il quadro resta da leggere con cautela di lungo periodo: un report di Verisk di settembre stima che il settore assicurativo dovrebbe prepararsi a sostenere in media 171 miliardi di dollari l’anno di perdite catastrofali — 19 miliardi in più rispetto alla stima dell’anno precedente — un benchmark che rende il dato attuale un’eccezione positiva, non una nuova normalità.

Adesso

  • Resta da vedere se l’ultimo trimestre dell’anno — tradizionalmente ancora attivo per uragani atlantici e incendi boschivi nell’emisfero settentrionale — manterrà il trend sotto media osservato finora, o se eventi tardivi come l’uragano Isaias già visto in questa conversazione spingeranno il totale 2026 più vicino alla media storica;
  • Il contrasto tra un anno “tranquillo” sul fronte aggregato e la persistente severità delle tempeste convettive suggerisce che gli assicuratori dovranno continuare a modellare con attenzione crescente anche i rischi considerati storicamente meno gravi;
  • Il dato si inserisce in un quadro di mercato più ampio dove, come visto anche nei report Marsh e WTW di questo mese, i prezzi assicurativi commerciali restano in calo da diversi trimestri consecutivi, una combinazione di bassa sinistrosità e softening dei prezzi che il settore dovrà gestire con attenzione in vista dei rinnovi 2027.

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