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L'89% delle aziende si sente scoperta dal cyber risk, il mercato vale meno dell’1% dei premi P&C globali
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Cos’è successo
Munich Re ha pubblicato la quarta edizione del Global Cyber Risk and Insurance Survey 2026, basata su oltre 9.500 intervistati in 20 Paesi, di tutti i settori e dimensioni aziendali. Il dato centrale: quasi 9 dirigenti su 10 (89%) ritiene inadeguato il livello di protezione cyber della propria organizzazione — una percentuale salita costantemente dall’81% registrato in un’indagine analoga del 2021.
Il mercato assicurativo cyber globale vale oggi circa 15 miliardi di dollari (2025), una cifra che Munich Re stima possa salire a circa 28 miliardi entro il 2030.
Perché conta
- Il divario tra percezione del rischio e protezione effettiva resta enorme: nonostante una preoccupazione media globale del 60% per un possibile attacco alla propria azienda, solo il 52% dei dirigenti dichiara di aver ricevuto un’offerta di assicurazione cyber — il 33% dice che la copertura semplicemente non gli è mai stata proposta, mentre un altro 16% non sa nemmeno se lo sia stata;
- La crescita dei premi cyber si sta rallentando dopo un’impennata eccezionale nei primi anni: a fronte di un mercato ancora enorme da conquistare, il cyber rappresenta oggi meno dell’1% dei premi assicurativi non-vita a livello mondiale — un divario che Munich Re definisce esplicitamente come “opportunità di crescita massiccia” per il settore, non solo un problema da risolvere;
- Il lato della domanda mostra comunque segnali incoraggianti: il 43% dei dirigenti C-level si dice disposto a considerare l’acquisto di una polizza cyber — una quota salita costantemente dal 35% del 2022 e dal 41% del 2024, segno di una curva di adozione lenta ma in miglioramento continuo.
Adesso
- Secondo Munich Re, colmare il divario di protezione richiederà alle organizzazioni di analizzare sistematicamente le proprie esposizioni e sviluppare strategie dedicate sia alla mitigazione sia al trasferimento del rischio — un approccio integrato, non la sola sottoscrizione di una polizza;
- Un punto di partenza concreto indicato dal report: consulenti del rischio e broker dovrebbero discutere attivamente le soluzioni assicurative cyber con i propri clienti, dato che un terzo delle aziende intervistate non ha mai nemmeno ricevuto una proposta in merito — un problema di distribuzione, prima ancora che di domanda;
- Munich Re segnala anche un rischio emergente di concentrazione sistemica: episodi recenti come l’interruzione cloud di AWS di ottobre 2025, pur diversi per causa, hanno mostrato una “firma comune” — perdite che si propagano attraverso dipendenze tecnologiche condivise, difficili da rendere visibili con le tradizionali viste di portafoglio cyber — un tema su cui il settore dovrà sviluppare nuovi strumenti di modellazione nei prossimi anni.