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Le perdite agricole legate al clima costano già 28 mld l'anno all'Ue, una cifra che potrebbe salire fino a 40 mld entro il 2050

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Le perdite agricole legate al clima costano già 28 mld l'anno all'Ue, una cifra che potrebbe salire fino a 40 mld entro il 2050

Cos’è successo

Le ondate di caldo stanno costringendo gli agricoltori in tutta Europa a modificare come e quando lavorano, dalla raccolta notturna alle reti ombreggianti sui campi, fino al raffreddamento delle stalle e all'abbandono di calendari di semina messi a punto in decenni.

Il danno si vede già nelle previsioni di raccolto: il ministero dell'Agricoltura francese ha comunicato venerdì che la produzione di mais da granella scenderà del 35% rispetto all'anno scorso, a 9 milioni di tonnellate, il livello più basso almeno dal 1980. In Puglia, vicino Altamura, gli agricoltori raccontano di non poter fare nulla dalle 11 del mattino alle 18-19 di sera: "Se tocchi un pezzo di metallo, ti bruci letteralmente le mani". I suoi ceci neri devono essere raccolti dopo che si sono raffreddati durante la notte, perché di giorno i baccelli diventano così secchi e fragili che i semi si disperdono al solo contatto con le piante. Questi sono solo alcuni esempi.

Perché conta

Gli eventi legati al clima stanno diventando un costo strutturale per l'agricoltura europea.

  • Le perdite agricole legate al clima valgono già 28 miliardi di euro l'anno nell'Ue: secondo una ricerca del broker assicurativo Howden condotta per la Banca Europea per gli Investimenti, gli eventi climatici causano perdite agricole per circa 28 miliardi di euro l'anno nell'Unione, la maggior parte delle quali non assicurate. E questa cifra potrebbe salire a circa 40 miliardi entro il 2050;
  • Il caldo colpisce anche la qualità, non solo la quantità: il grano con un contenuto proteico ridotto deve spesso essere venduto su mercati meno remunerativi, un doppio colpo per gli agricoltori che si trovano con meno prodotto e di qualità peggiore;
  • L'Italia affronta quella che Coldiretti definisce un'"emergenza climatica a due velocità": grandinate severe al Nord e incendi e caldo estremo al Sud, con stime preliminari di perdite agricole che raggiungono centinaia di milioni di euro solo dagli eventi più recenti.

Adesso

  • Gli agricoltori innovano ma a costi crescenti: ad esempio in Francia, nella regione della Nouvelle-Aquitaine, temperature sopra i 40°C a fine giugno hanno causato morie di massa in allevamenti di suini e pollame nonostante ventilazione e nebulizzazione già potenziate;
  • I modelli previsionali costruiti in decenni sono diventati inutili: Guy Singh-Watson, fondatore dell'azienda biologica Riverford in Devon, ha passato 40 anni a registrare date di semina e raccolta per prevedere quando gli ortaggi sarebbero stati pronti. Oggi quei calcoli sono resi inservibili dalle oscillazioni di temperatura e precipitazioni;
  • La richiesta agli agricoltori si sposta verso varietà più resistenti e riserve idriche: nel Regno Unito la National Farmers' Union chiede lo sviluppo di varietà colturali più resilienti e la pianificazione di stoccaggi d'acqua in vista della siccità, mentre resta aperta la domanda su quanto rapidamente queste misure strutturali potranno tenere il passo con un fenomeno che, secondo chi lo vive sul campo, si sta manifestando "molto, molto più velocemente" del previsto.

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