Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

Policy NewsPolitica Internazionale

La Russia ritira 24 sistemi anti-aerei S-300 ed S-400 dall’area nord-occidentale di Severodvinsk

3 min di lettura
La Russia ritira 24 sistemi anti-aerei S-300 ed S-400 dall’area nord-occidentale di Severodvinsk

Cos’è successo

Un’analisi di immagini satellitari pubblicata da The Barents Observer mostra che la Russia ha ritirato almeno due dozzine di sistemi di difesa aerea a lungo raggio S-300 e S-400 dalle posizioni intorno a Severodvinsk, nella Russia nord-occidentale. I siti interessati (Yagry North, Yagry Island Central e Mironov Hill) nel 2024 ospitavano lanciatori, radar “Flap Lid”, veicoli di supporto e canister di missili di riserva. Nel 2025-2026, però, gran parte di queste attrezzature è scomparsa, lasciando solo sistemi a corto raggio. Le immagini (Google Earth e Sentinel-2) confermano l’abbandono progressivo dopo l’estate 2022 e l’accelerazione dal 2024.

Severodvinsk ospita Sevmash (unico cantiere russo per sottomarini nucleari) e Zvezdochka (principale centro di riparazione e modernizzazione). I sistemi ritirati facevano parte della difesa della 1528ª Brigata Missili Antiaerei della Flotta del Nord. Le piattaforme sono state probabilmente ridistribuite verso il fronte ucraino, la regione di Mosca o San Pietroburgo per contrastare gli attacchi ucraini con droni e missili a lungo raggio.

Perché conta

  • Il ritiro riflette la carenza di capacità di difesa anti-aerea sufficienti alla luce dei crescenti e più ampi attacchi ucraini: la Russia è così costretta a fare scelte difficili tra la protezione di asset strategici remoti e le aree urbane o operative prioritarie.
  • Il trasferimento di sistemi di difesa aerea da basi strategiche dell’Artico verso il teatro ucraino (o la difesa delle grandi città) evidenzia lo sforzo insostenibile che la guerra sta imponendo alle risorse russe. Severodvinsk è un hub critico per la deterrenza nucleare navale; lasciarlo più esposto (ad attacchi ucraini o NATO) segnala come Mosca stia accettando rischi crescenti sul fronte interno per sostenere l’offensiva: un chiaro segnale di logoramento strutturale;
  • Cambio del quadro strategico: Spostare risorse dalla difesa di asset nucleari strategici alla guerra di attrito in Ucraina, rendendo più vulnerabili le capacità di deterrenza nucleare e segnalando come la priorità assoluta sia ora la sopravvivenza sul fronte e la protezione politica delle grandi città (oltre a ridimensionare i rischi di un conflitto con la NATO);
  • Rottura sistemica: la Russia non riesce più a mantenere una difesa aerea stratificata su tutto il territorio nazionale, di fatto sacrificando alcune capacità per difenderne altre.

Adesso

  • La Russia potrebbe continuare a ruotare batterie tra fronte e retrovie, ma in questo modo, il rischio è solo quello di aumentare ulteriormente gli attacchi ucraini in profondità su Severodvinsk o altri siti sensibili, fino a rendere sempre più difficile spostare capacità verso il fronte;
  • Accelerare la produzione di missili e di batterie anti-aeree è estremamente difficile in quanto richiede materiali, componenti e tecnologie importanti -- che nella fase attuale sono difficili da reperire o per le sanzioni occidentali, o per gli alti costi, o per le difficoltà industriali interne russe;
  • La guerra non è ancora finita, ma questi sviluppi segnalano costi sempre più imponenti per la Russia che presto dovrà prendere decisioni importanti -- incluso continuare una guerra che sta indebolendo strutturalmente il Paese.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Politica Internazionale

3 cose da sapere dei negoziati Usa-Russia sull'Ucraina e 3 possibili scenari

Politica Internazionale

La carenza di finanziamenti costringe il Programma Alimentare Mondiale a tagliare gli aiuti a 500 mila abitanti di Gaza

Politica Internazionale

Otto Paesi Ue vanno al voto in 12 mesi e le elezioni possono cambiare l'Europa